Papa Leone XIV archivia le misure di austerità introdotte durante la pandemia e riporta gli stipendi del personale vaticano al regime precedente all’emergenza Covid. Con un nuovo Motu proprio il Pontefice ha infatti abrogato le disposizioni adottate da papa Francesco nel marzo 2021, che avevano previsto riduzioni delle retribuzioni per cardinali, vertici della Curia e altre categorie di dipendenti della Santa Sede, oltre al blocco degli scatti biennali di anzianità. Le misure erano state introdotte con il Motu proprio “Un futuro sostenibile” del 23 marzo 2021, in un momento in cui la pandemia aveva ulteriormente aggravato il disavanzo della Santa Sede, incidendo sulle diverse fonti di ricavo del Vaticano.
Il provvedimento di Francesco aveva comportato una riduzione del 10% degli stipendi dei cardinali di Curia, dell’8% per i dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e degli enti collegati inquadrati nei livelli retributivi C e C1, tra cui capi e segretari dei Dicasteri, e del 3% per i dipendenti chierici o religiosi. Era stato inoltre disposto il blocco degli scatti biennali di anzianità, esteso a tutto il personale interessato, mentre per i dipendenti laici riguardava quelli dal quarto livello in su, senza quindi coinvolgere le fasce retributive più basse. Nel documento pubblicato il 14 settembre, Leone XIV ha ricordato che quelle «misure di contenimento salariale» erano state rese necessarie anche dalla «eccezionale sfida della pandemia», ma ha spiegato che oggi possono essere superate.
«Quelle misure possono ora essere superate – ha scritto il Pontefice – nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica». Dopo aver acquisito il parere della Segreteria per l’Economia, Leone XIV ha quindi stabilito l’abrogazione definitiva del Motu proprio di Francesco con effetto dal 1° settembre 2026. Restano tuttavia definitivamente validi gli effetti prodotti negli anni in cui le norme sono rimaste in vigore. Questo significa, in particolare, che gli scatti di anzianità non maturati durante il periodo di sospensione non verranno recuperati retroattivamente.

















