Accoltellò il fratello nella casa di Gabbiana, la perizia: «Incapace di intendere e volere»

Il coltello dell'agguato

GABBIANA (CASTELLUCCHIO) – Era in una condizione psichica tale da non essere capace di intendere e di volere quando, lo scorso 23 maggio, aggredì con un coltello il fratello nella loro abitazione di Gabbiana, frazione di Castellucchio. È il risultato dell’accertamento psichiatrico svolto nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal giudice sull’episodio per il quale una donna di 71 anni è indagata per tentato omicidio.
Le conclusioni degli specialisti chiamati a valutare le sue condizioni sono state concordi. Alla valutazione del perito nominato dal giudice Stefano Ponti si sono affiancate quelle dello psichiatra forense Marco Lagazzi e di Francesca Stefani, consulente della difesa. La donna è assistita dagli avvocati Francesco Magnoni e Fabrizia Baroni.

Dagli accertamenti è emerso che, nel periodo in cui avvenne l’aggressione, la donna attraversava un grave scompenso psichico. Era già seguita da tempo per problemi di natura psichiatrica e, secondo quanto ricostruito dagli specialisti, in quel periodo non avrebbe assunto regolarmente i farmaci che le erano stati prescritti. Attualmente si trova agli arresti domiciliari in una struttura sanitaria. Gli esiti dell’incidente probatorio entreranno ora nella valutazione complessiva del procedimento, che prosegue per tentato omicidio. Tra gli aspetti da considerare vi sono anche le sue condizioni attuali e la valutazione della pericolosità sociale, dalla quale potrà dipendere l’eventuale adozione di una misura di sicurezza.

L’aggressione nella casa di Gabbiana

L’episodio risale al 23 maggio scorso. Secondo quanto ricostruito allora dai Carabinieri, il fratello stava riposando in camera da letto dopo pranzo quando la donna lo aveva raggiunto armata di un coltello da cucina, sferrandogli un colpo diretto al collo. L’uomo era riuscito a reagire e a evitare conseguenze ben più gravi, sottraendo l’arma alla sorella e chiedendo aiuto. Nell’aggressione aveva riportato una ferita superficiale al collo ed era stato trasportato all’ospedale Carlo Poma di Mantova.
Sul posto erano intervenuti i Carabinieri della Stazione di Castellucchio e i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Viadana. Il coltello era stato sequestrato e trovato sul letto della vittima.
Nel corso dei primi accertamenti era emerso anche un particolare: la mattina stessa la donna avrebbe chiesto al fratello di affilare la lama del coltello poi utilizzato poche ore più tardi. Dopo l’arresto aveva spiegato di aver voluto soltanto spaventarlo, al termine di una discussione.

Le tensioni precedenti

I rapporti tra i due conviventi erano difficili già da tempo. Le forze dell’ordine erano infatti intervenute anche in precedenza nell’abitazione per alcune accese discussioni familiari. In uno degli episodi era rimasta coinvolta anche la collaboratrice domestica. Dopo i fatti di maggio la donna era stata arrestata e trasferita inizialmente in carcere a Mantova. I successivi approfondimenti sulle sue condizioni hanno poi portato al trasferimento in una struttura sanitaria, dove si trova tuttora in regime di arresti domiciliari.