CASALOLDO – Tutto esaurito al Teatro Soms di Casaloldo per il centenario dell’assassinio del maestro Anselmo Cessi da parte dei fascisti. Lo spettacolo “Anselmo e Giacomo, due voci per la Costituzione” è iniziato al buio, con due spari e un grido: “Hanno ucciso il maestro Cessi!”. Lo stesso grido che echeggiò cento anni fa, alla stessa ora, nella piazza di Castel Goffredo.
Da quel momento, la Costituzione, interpretata da Marina Castelli, ha fatto rivivere sul palco le due vittime più illustri del fascismo: Giacomo Matteotti, per la parte socialista, e il maestro Anselmo Cessi, che aveva vissuto l’esperienza dei preti sociali nati dalla Rerum Novarum. Due uomini cresciuti su fronti opposti, che si ritrovano uniti nel capire che il vero nemico era il fascismo, che voleva farli tacere. E li ha fatti tacere in modo definitivo. Ma le loro idee sono rivissute proprio nella voce della Costituzione, vent’anni dopo il loro martirio.
Anselmo Cessi è stato portato in scena dal maestro Dennis Rizzardi, Giacomo Matteotti da Lorenzo Balducci. Il testo e la regia sono opera di Gian Agazzi. Una serata intensa, che ha restituito la visione laica, sociale, politica, fiera e libera di un maestro cattolico sì, ma con idee forti e non negoziabili. Nella sua foto più iconica, l’ultima, si fece ritrarre assieme ai suoi alunni, con la bandiera italiana nella destra e nella sinistra il Corriere della Sera, uno dei pochi giornali che si oppose al fascismo e criticò Mussolini per l’uccisione di Matteotti. Nessun simbolo religioso, dunque, ma due simboli laici, a testimonianza della sua libertà di pensiero.
Alla serata era presente anche il Movimento apartitico “La parola che non muore”, fondato dal linguista Massimo Arcangeli, a tutela della Costituzione e per un’Italia antifascista. Ieri pomeriggio Anselmo Cessi è stato ricordato anche a Castel Goffredo, dove viveva ed è stato ucciso. Nell’occasione è stato presentato il libro a lui dedicato e sono state traslate le sue spoglie nella chiesa parrocchiale.















