Maxi idrovora da 68 milioni, più sicurezza anche per il Mantovano

Anche il Mantovano da oggi è più protetto dal rischio di alluvioni e dagli effetti degli eventi meteorologici estremi. È entrato ufficialmente in funzione a Malcantone di Stellata, nel comune ferrarese di Bondeno, il nuovo impianto idrovoro Cavaliera, una delle più importanti infrastrutture realizzate negli ultimi decenni per la sicurezza idraulica del bacino Burana-Volano. Un’opera che interessa direttamente un territorio di oltre 3mila chilometri quadrati tra le province di Mantova, Modena e Ferrara, dove vivono circa 335mila persone.
Un vero e proprio colosso di tubi, pompe e turbine, costruito in poco meno di due anni, con un investimento complessivo di 68,2 milioni di euro. Cavaliera rappresenta il più importante intervento finanziato con fondi Pnrr nel settore della bonifica in Italia e nasce con un duplice obiettivo: aumentare la capacità di smaltimento delle acque durante le piene e gli eventi meteorologici più intensi e, allo stesso tempo, contribuire alla gestione della risorsa idrica nei periodi di siccità.
L’impianto, realizzato dal Consorzio di Bonifica Burana, è stato inaugurato alla presenza delle istituzioni locali e nazionali, tra cui il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti che ha evidenziato “l’attenzione del Governo per la sicurezza idraulica”. L’opera è stata finanziata infatti con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con il contributo del Ministero delle Infrastrutture e della Regione Emilia-Romagna.

Oltre 3mila chilometri quadrati più protetti

La nuova infrastruttura dispone di 12 pompe ad asse verticale ed è destinata a lavorare in stretta sinergia con il vicino impianto Pilastresi. Insieme, i due sistemi possono garantire una capacità complessiva di scolo superiore ai 110 metri cubi d’acqua al secondo, aumentando in maniera significativa la possibilità di governare le piene e scaricare le acque nel Po. Una capacità che assume particolare importanza anche per il territorio mantovano compreso nel grande sistema idraulico del Burana-Volano. L’area direttamente interessata dall’opera conta circa 335mila abitanti, ma considerando l’intero sistema territoriale e produttivo che beneficia della maggiore sicurezza idraulica, la popolazione coinvolta indirettamente supera il milione di persone. Cavaliera è stata progettata proprio alla luce di uno scenario climatico nel quale periodi di prolungata siccità si alternano sempre più spesso a precipitazioni molto intense concentrate in poche ore. L’obiettivo è quindi rendere più resiliente un territorio fortemente urbanizzato e agricolo, nel quale il controllo delle acque costituisce un elemento essenziale sia per la sicurezza delle comunità sia per le attività produttive.

Un cantiere da 68 milioni completato in meno di due anni

«Con questo progetto diventato realtà in due anni, grazie alla capacità del fare del Consorzio di Bonifica Burana – ha sottolineato Francesco Vincenzi, presidente del Consorzio Burana e di Anbi – le bonifiche hanno dimostrato ancora una volta il loro valore nel rispondere alle necessità della comunità, oggi esposte più di ieri agli effetti più critici e distruttivi del cambiamento del clima». Vincenzi ha evidenziato anche il ruolo dei Consorzi nella realizzazione degli investimenti destinati alla sicurezza del territorio: «Quando ci sono fondi destinati ad investimenti in sicurezza collettiva e tutela del territorio, i Consorzi sono i migliori finalizzatori nella squadra dell’amministrazione pubblica e quest’opera così complessa lo dimostra». Anche i numeri del cantiere restituiscono le dimensioni dell’intervento: alla realizzazione hanno lavorato circa mille persone e 65 aziende. Oltre al nuovo impianto idrovoro, il progetto ha comportato la costruzione di due ponti, di una nuova strada arginale, interventi sulla viabilità locale e la realizzazione delle infrastrutture elettriche necessarie ad alimentare l’intero sistema.
Un’opera attesa da anni che, pur sorgendo nel Ferrarese, assume quindi un valore strategico anche per il Mantovano, inserito nello stesso vasto sistema idraulico: un investimento pensato per aumentare la sicurezza di territori che devono fare i conti sempre più frequentemente con gli estremi opposti dell’acqua, dalle precipitazioni eccezionali ai lunghi periodi di siccità.