Intelligenza artificiale e pensiero critico: al Sanfelice di Viadana lezione speciale per 400 studenti

VIADANA – Circa 400 studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Superiore Ettore Sanfelice di Viadana hanno partecipato, il 24 e 25 settembre, a due incontri dedicati all’intelligenza artificiale. Al centro delle lezioni non tanto gli aspetti tecnici della tecnologia, quanto il rapporto tra IA, pensiero critico e capacità di prendere decisioni. A guidare gli studenti è stato Guido Zaccarelli, docente di informatica, nell’ambito del progetto promosso insieme all’Unione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – Delegazione di Mantova Giovanni Gronchi M.A.V.M.

Il punto di partenza degli incontri è stato un concetto proposto dallo stesso Zaccarelli: il QIA, Quoziente di Intelligenza Artificiale, inteso come la capacità di rapportarsi in modo consapevole agli strumenti di IA, valutandone domande, risposte e fonti. Per affrontare il tema, la lezione è tornata alle origini. Al posto delle slide, la lavagna, il gesso, le parole e le formule. Un metodo che ha permesso di costruire i ragionamenti insieme agli studenti, affrontando temi come il pensiero critico e laterale, il linguaggio, le euristiche, la logica di Pareto e i meccanismi alla base delle decisioni.

Particolare attenzione è stata dedicata proprio al tempo necessario per decidere. Prima dell’intelligenza artificiale, tra una domanda e una risposta c’era un intervallo nel quale cercare informazioni, confrontare fonti, dubitare e infine scegliere. Oggi quel tempo si è drasticamente ridotto: l’IA è in grado di fornire una risposta in pochi istanti, ma lo fa muovendosi nell’ambito della possibilità e della probabilità, non della certezza. Da qui una delle domande poste agli studenti: chi decide quando il tempo a disposizione per decidere diventa sempre più breve? La risposta indicata durante gli incontri riguarda la responsabilità della scelta, che rimane in capo alla persona.

Anche il linguaggio ha avuto un ruolo centrale nelle lezioni. Non il linguaggio della programmazione, ma quello delle parole, della grammatica e del dialogo, considerato uno degli strumenti attraverso cui comprendere e utilizzare consapevolmente l’intelligenza artificiale. La scelta di utilizzare la lavagna, rinunciando alle presentazioni digitali, è stata inoltre parte integrante del metodo didattico. Secondo Zaccarelli, la condivisione del tempo del ragionamento tra docente e studenti può creare una forma di «empatia didattica», cioè una sintonia costruita attraverso il percorso comune della spiegazione e della comprensione.

L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della dirigente scolastica Michela Dall’Asta, che ha sottolineato il valore di una formazione capace di mettere in relazione strumenti digitali e pensiero critico. Al progetto ha partecipato anche Andrea Moretti, condividendo l’importanza di avvicinare le nuove generazioni all’intelligenza artificiale attraverso un approccio basato sulla consapevolezza e sulla responsabilità.