David Rossi sarebbe stato aggredito nel suo ufficio da almeno due persone, prima di precipitare dalla finestra della sede del Monte dei Paschi di Siena. È l’ipotesi che emerge dalle prime valutazioni tecniche delle simulazioni effettuate lunedì 28 settembre a Roma, al Foro Italico, nell’ambito della perizia disposta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Mps.
Secondo la ricostruzione sulla quale stanno lavorando i consulenti, Rossi sarebbe stato aggredito in maniera violenta e rapida da più persone, almeno due e di corporatura robusta. Al momento della caduta sarebbe stato cosciente e avrebbe quindi molto probabilmente cercato di difendersi. I test avrebbero inoltre indicato che, una volta fuori dalla finestra, avrebbe tentato di aggrapparsi al bordo. Gli aggressori lo avrebbero trattenuto mentre si trovava all’esterno della finestra, forse nell’ambito di un tentativo di intimidazione. A un certo punto la presa sarebbe venuta meno e Rossi sarebbe precipitato. Si tratta, va sottolineato, di una prima ricostruzione tecnica che dovrà essere ulteriormente approfondita nell’ambito della perizia.
Il consulente della Commissione Robbi Manghi, dopo le prove, ha spiegato che dalle valutazioni effettuate viene escluso un movimento suicidario e che difficilmente una sola persona avrebbe potuto avere il sopravvento su Rossi, che sarebbe stato cosciente. Da qui l’ipotesi della presenza di almeno due, se non tre, aggressori. Anche Marco Nigrisoli ha parlato di una possibile aggressione molto rapida, osservando che la dinamica presa in esame potrebbe essere compatibile con un iniziale intento intimidatorio. Gli esiti definitivi della perizia, secondo quanto riferito dopo le simulazioni, richiederanno ancora tempo.
La finestra ricostruita al Foro Italico
Per cercare di ricostruire gli ultimi momenti prima della morte di Rossi, nella palestra dell’Università del Foro Italico è stata riprodotta una finestra con le stesse dimensioni di quella dell’ufficio di Rocca Salimbeni, sede storica del Monte dei Paschi di Siena. Un atleta dei Carabinieri con una corporatura simile a quella di Rossi si è prestato alle diverse simulazioni dei possibili movimenti della vittima. Sono state prese in esame diverse ipotesi attraverso la dinamica della traumatologia forense: la caduta è stata simulata con uno, due o tre aggressori e considerando Rossi sia cosciente sia privo di coscienza. Alle operazioni hanno lavorato il medico Robbi Manghi e l’ortopedico Marco Nigrisoli insieme al tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris, con il supporto dei vigili del fuoco. Presente anche il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Gianluca Vinci.
David Rossi morì il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio nella sede di Mps a Siena. A oltre tredici anni dalla morte, la Commissione parlamentare d’inchiesta sta proseguendo gli accertamenti sulla dinamica di quanto accadde quella sera.
















