MANTOVA – Il 9 ottobre, alle ore 16.00, nella sede di via Mazzini 28, si inaugurerà il nuovo anno accademico 2026-2027 dell’Università della Terza Età con alcune importanti novità. Alla cerimonia interverranno per portare il loro saluto il sindaco Andrea Murari, la vicesindaco Chiara Sortino e l’assessore Francesca Zaltieri.
Porterà il suo saluto ai presenti il nuovo rettore, il professor Andrea Ranzato, succeduto al professor Ledo Stefanini. L’avvocato Sergio Genovesi e il professor Claudio Fraccari ricorderanno con i loro interventi lo scomparso professor Rodolfo Signorini, che fu per molti anni rettore di UTE.
Il presidente Antonio Badolato, riconfermato alla carica alcuni mesi fa, svolgerà una breve relazione sullo stato dell’Università, a conferma del buono stato di salute dell’associazione, testimoniato dalla crescita del numero dei soci e delle attività.
Nell’Università della Terza Età, a scanso di equivoci che potrebbero far pensare a qualcosa di chiuso, una sorta di turris eburnea a sé stante nella comunità mantovana, è forte la volontà di costruire relazioni tra le proposte culturali e la nostra contemporaneità, contrassegnata da numerose crisi sul piano geopolitico internazionale.
La tradizione dell’associazione poggia su radici classiche e umanistiche, cosa che la contraddistingue e che non rappresenta certo un limite, anche se, come accade da alcuni anni e oggi ancora di più, si guarda anche alla contemporaneità, al mondo della scienza, della tecnologia e dell’economia.
Questa doppia natura della proposta culturale di UTE è evidente nei corsi di scienze, di educazione finanziaria e di informatica, questi ultimi strutturati su più livelli e rivolti alle più recenti tecnologie; alcuni corsi offrono la possibilità di sperimentare diverse pratiche di gruppo, da quelle orientali a quelle tradizionali, per il benessere dello spirito e del corpo.
Per la comprensione dei fatti e degli eventi che sono sotto ai nostri occhi negli ultimi anni, c’è la proposta di corsi di geopolitica e anche dello studio, irrinunciabile, della storia e della letteratura. Sul versante artistico e su quello linguistico (quattro lingue moderne su diversi livelli) continua l’offerta di numerosi corsi.
Il numero dei corsi è in aumento (120 dallo scorso anno), come è in aumento quello dei docenti (80) e dei soci (950). L’età media di questi ultimi è di 70 anni, la maggioranza è costituita da donne (75%), con un livello di scolarità piuttosto alto (835 tra laureati e diplomati).
Ma è bene ricordare che l’Università della Terza Età è aperta a tutti: le lezioni sono occasione di studio e di approfondimento e non sono oggetto di verifiche ed esami.
Ai corsi si aggiungono gli eventi culturali settimanali su temi diversi, le visite in città d’arte o a mostre. Insomma, una ricca serie di proposte per aprirsi alla cultura, che è lo strumento potente su cui si può contare e che consente anche, a chi lo pratica, di vivere momenti piacevoli di condivisione.

















