Mantova, 91 reati ambientali e 65 denunce. Illeciti sugli animali, 27 sequestri: seconda in Lombardia

MANTOVA – Novantuno reati ambientali, 65 persone denunciate e 32 sequestri in un anno. È il bilancio dell’illegalità ambientale nel Mantovano che emerge dal rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato oggi e riferito ai dati 2025. A pesare maggiormente sono le violazioni nel ciclo dei rifiuti, che rappresentano quasi sei reati su dieci accertati in provincia. Seguono i reati contro gli animali e quelli legati al cemento.

La gestione illecita dei rifiuti conta nel Mantovano 54 reati, 41 persone denunciate e cinque sequestri. Numeri che collocano la provincia al sesto posto in Lombardia per gli illeciti penali del settore, dietro Lecco, Brescia, Cremona, Pavia e Como. È questa la voce principale del dossier locale, in una regione che proprio sui rifiuti registra uno dei risultati peggiori d’Italia: la Lombardia è seconda soltanto alla Campania.

Un altro fronte significativo riguarda la tutela degli animali. Nel Mantovano sono stati accertati 24 reati, con 13 persone denunciate e 27 sequestri. Per numero di illeciti la provincia occupa il quarto posto regionale, a pari merito con Varese, dopo Brescia, Bergamo e Como. Ancora più marcato il dato dei sequestri: soltanto Brescia, con 83, ne conta più di Mantova. Nel capitolo dedicato agli animali si concentra dunque la gran parte dei 32 sequestri complessivi registrati sul territorio mantovano.

Il ciclo del cemento presenta invece 13 reati e 11 persone denunciate, senza arresti né sequestri. È il settore nel quale il rapporto raccoglie, su scala nazionale, fenomeni diversi: dall’abusivismo edilizio alle violazioni urbanistiche, dalle cave illegali agli illeciti in materia di paesaggio e appalti pubblici.

Nel quadro complessivo Mantova risulta settima tra le province lombarde per numero di reati ambientali, poco dietro Milano, che ne conta 97, e Bergamo, a quota 102. La graduatoria è guidata da Brescia con 444 reati, seguita da Lecco con 333. Nessun arresto compare nei dati mantovani. Le tabelle provinciali, precisa Legambiente, non comprendono i dati dei comandi dei carabinieri per la Tutela dell’ambiente, del patrimonio culturale e del lavoro, inclusi invece nel quadro regionale.

Allargando lo sguardo alla Lombardia, il rapporto censisce 1.822 reati ambientali, 1.793 persone denunciate, sette arrestate e 362 sequestri. Si aggiungono 2.315 illeciti amministrativi. La regione occupa il nono posto nazionale per numero di reati e cede alla Liguria il primato negativo del Nord.

Il nodo più rilevante resta quello dei rifiuti: 994 reati, pari al 9,1% del totale italiano, con 1.058 persone denunciate e 151 sequestri. Oltre la metà dei reati ambientali lombardi ricade in questo settore. Nel ciclo del cemento si contano invece 378 reati, mentre quelli contro gli animali sono 288.

A preoccupare è anche il capitolo della corruzione connessa ad attività con impatto ambientale. Tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026 Legambiente ha censito nove inchieste in Lombardia, terza regione dopo Campania e Sicilia, e 32 arresti.

Il quadro nazionale mostra una diminuzione dei reati ambientali accertati, scesi a 35.735, il 12% in meno rispetto al 2024, ma un aumento degli illeciti amministrativi. Per Legambiente resta quindi necessario rafforzare controlli e strumenti di contrasto: tra le richieste avanzate al Governo figurano maggiori risorse per demolire gli immobili abusivi, il completamento del recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente e interventi più incisivi contro la corruzione.