MANTOVA – È Marco Rabito il “Meteorologo dell’anno”, premiato ieri nella Sala degli Addottoramenti del Liceo Virgilio di Mantova. Il riconoscimento gli è stato consegnato dalla presidente di Uni-Met, Franca Mangianti, durante il dodicesimo Tavolo nazionale dell’organizzazione, che riunisce le principali realtà della meteorologia italiana.
Vicentino, classe 1977, Rabito è meteorologo e divulgatore scientifico, presidente e fondatore dell’associazione Meteo in Veneto.
Da oltre vent’anni si occupa di previsioni, climatologia e consulenza alle pubbliche amministrazioni, anche nelle situazioni di emergenza. Dal 2012 collabora con l’emittente Tva Vicenza, curando previsioni e approfondimenti sul tempo e sul clima. A Mantova, accanto alla soddisfazione per il premio, ha portato una riflessione sulle conseguenze del cambiamento climatico: temperature anomale, fenomeni atmosferici intensi e una disponibilità d’acqua destinata a diventare sempre più problematica. «Già il prossimo autunno potrebbe portare fenomeni intensi», ha avvertito Rabito, richiamando quanto sta accadendo nella Francia meridionale e il ruolo delle temperature elevate del mare. «Stiamo vedendo da tempo anomalie di 4 o 5 gradi durante tutto il periodo dell’anno». Un surplus di calore che, ha spiegato, mette a disposizione dell’atmosfera più energia, alimentando precipitazioni e fenomeni più violenti.
Il quadro delineato dal meteorologo comprende ondate di calore più lunghe e inverni sempre meno continui, con il freddo concentrato in brevi parentesi. Anche la neve, dalla quale è nata la sua passione da bambino, sarà sempre meno presente. La preoccupazione principale riguarda però le risorse idriche. Rabito ha richiamato il progressivo impoverimento delle falde e la riduzione dei ghiacciai, indicando nella scarsità d’acqua una delle questioni decisive per il futuro. «La quantità d’acqua a disposizione per usi sanitari e alimentari sarà sempre meno», ha sottolineato. Da qui il rischio di una crescente dipendenza dalle precipitazioni: «Uno dei temi del futuro sarà la dipendenza dall’acqua piovana per questi usi».
Per Rabito, il lavoro del meteorologo passa anche dalla capacità di avvicinare il pubblico alla scienza, spiegando i fenomeni atmosferici in modo accessibile e contrastando i luoghi comuni sulle previsioni. Il legame tra conoscenza del clima e gestione del territorio è stato richiamato anche dal sindaco Andrea Murari, che ha aperto l’incontro sottolineando quanto gli eventi estremi rendano la meteorologia centrale nell’attività dei Comuni.
Anche Mantova ha un posto importante nella storia delle rilevazioni meteorologiche: la Specola del Liceo Virgilio raccoglie dati senza interruzioni dal 1828, una continuità che le è valsa il riconoscimento della World Meteorological Organization tra gli osservatori secolari e storici. Questo patrimonio scientifico è stato uno dei temi dell’incontro. La struttura mantovana aderisce inoltre a Rosmi, la rete nata nell’ottobre 2024 che riunisce gli osservatori storici rimasti operativi dalla loro fondazione.


















