Non si ferma la protesta degli studenti francesi. Anche oggi migliaia di giovani sono tornati nelle strade di Parigi e di altre città per chiedere edifici scolastici più sicuri, la sostituzione degli insegnanti assenti e interventi contro le classi sovraffollate. Nella capitale la mobilitazione è stata segnata da nuovi scontri: a Place de la Bastille la polizia ha caricato alcuni manifestanti e utilizzato lacrimogeni e idranti. Gli accessi alla piazza sono stati temporaneamente bloccati dagli agenti in tenuta antisommossa. La tensione era salita già in mattinata davanti al liceo Hélène Boucher, dove alcuni studenti avevano barricato l’ingresso con bidoni della spazzatura. Le forze dell’ordine sono intervenute con gas lacrimogeni. Nel pomeriggio, alla Bastiglia, alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contro gli agenti.
Le richieste: più risorse, docenti e scuole sicure
Partita a settembre dalla periferia parigina, la protesta si è estesa al resto del Paese, coinvolgendo anche universitari, insegnanti e genitori. Al centro delle rivendicazioni ci sono la carenza di personale, le condizioni degli edifici e il sovraffollamento delle classi. Il movimento chiede un investimento di 10 miliardi di euro e annuncia di voler proseguire fino a quando non arriveranno risposte. Manifestazioni si sono svolte anche a Marsiglia, Lione, Bordeaux e Nantes. Il nuovo appuntamento arriva dopo la giornata di martedì 6 ottobre, durante la quale si erano registrati 488 arresti, secondo i dati del ministero dell’Interno: il bilancio riguarda dunque martedì, non ieri.
Il governo annuncia un piano, nuova mobilitazione il 13 ottobre
Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha annunciato un piano d’urgenza per garantire la sostituzione dei professori assenti. Il governo sta valutando anche interventi sugli orari scolastici e sul sistema di accesso all’università. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha promesso risposte concrete e finanziate entro la fine di ottobre, ma gli annunci non hanno convinto le organizzazioni studentesche a interrompere la mobilitazione. I sindacati Fsu e Cgt Educ’action hanno annunciato uno sciopero nel settore scolastico per martedì 13 ottobre, quando è prevista anche una nuova giornata di protesta degli studenti.
Intanto, mentre il governo cerca di aprire il confronto, nelle piazze resta alta la tensione. Alla richiesta di maggiori risorse per la scuola si affianca quella di tutelare chi manifesta: molti dei ragazzi coinvolti sono minorenni e il ricorso alla forza da parte della polizia è diventato uno dei temi centrali della protesta.

















