Criminalità, denunce in aumento nel Mantovano (+4,7%): in cima per reati informatici, allarme estorsioni

Foto di repertorio

MANTOVA – Reati in calo in Italia, ma in aumento nel Mantovano: la nostra provincia è prima in Italia per incidenza dei delitti informatici e quindicesima per le estorsioni. Sono questi i punti principali e maggiormente critici dell’indagine del Sole 24 Ore, che consegna al territorio un bilancio in peggioramento: nel 2025 le denunce sono aumentate del 4,7%, mentre nel resto del quadro nazionale si è finalmente interrotta una crescita durata quattro anni. La posizione mantovana nella classifica generale, il 53esimo posto, tiene insieme situazioni molto diverse e finisce per rendere meno evidenti alcuni dei problemi che emergono dalle singole voci.

I reati denunciati sono stati complessivamente 13.127, quasi 36 al giorno. Rapportati alla popolazione, diventano 3.211,8 ogni centomila abitanti: è questo l’indicatore con cui il quotidiano economico ordina le 106 province, utilizzando i dati del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno. L’indagine pubblicata oggi guarda dunque al 2025 e colloca Mantova a metà della graduatoria. Ma basta entrare nel dettaglio per trovare un territorio che, su alcuni fronti, si avvicina alle posizioni più preoccupanti.

La ricerca offre anche un quadro delle persone denunciate, arrestate o fermate dalle forze di polizia. Nel Mantovano il 46% delle segnalazioni riguarda cittadini stranieri: 2.675 in tutto. Quelle riferite ai minorenni sono invece 342, pari al 5,9%. Quasi una segnalazione su due, quindi, interessa uno straniero; poco meno di sei su cento riguardano ragazzi che non hanno ancora compiuto diciotto anni. Le percentuali sono calcolate sulle segnalazioni relative alle persone, una rilevazione distinta da quella dei reati denunciati.

Il primato nazionale arriva dai delitti informatici. Nel Mantovano se ne contano 324, con un’incidenza di 79,3 ogni centomila residenti: nessun’altra provincia presenta un valore più alto, anche se i suoi numeri assoluti restano inferiori a quelli della criminalità più tradizionale.

Accanto a questa voce, e conteggiate separatamente, ci sono le truffe e frodi informatiche: 2.211 denunce, circa sei al giorno. Per capire quanto incidano sul bilancio mantovano basta una proporzione: rappresentano il 16,8% del totale, all’incirca un reato denunciato su sei. Con 541 episodi ogni centomila abitanti, la provincia occupa il trentesimo posto nazionale. Il peso delle truffe si inserisce in un cambiamento che attraversa tutta Italia: nel 2025 i casi sono arrivati a 298.651, il 4,4% in più rispetto all’anno precedente e addirittura il 40,8% in più rispetto al 2019.

L’altro segnale preoccupante riguarda le estorsioni. Le denunce mantovane sono state 102, quasi due alla settimana: un’incidenza di 25 ogni centomila abitanti che vale il quindicesimo posto in Italia.

I furti, intanto, continuano a costituire la parte più consistente del bilancio. Sono stati 5.019, quasi quattordici al giorno, e rappresentano il 38,2% dei delitti denunciati nel Mantovano. L’incidenza di 1.228 ogni centomila abitanti colloca la provincia al 44esimo posto. E’ ancora questa fattispecie a produrre il maggior numero di segnalazioni: più di un terzo del totale. Le rapine sono invece 114, con un tasso di 27,9 ogni centomila residenti e il 51esimo posto nazionale.

Un peso rilevante hanno anche i danneggiamenti, che arrivano a 1.469 denunce. Mantova, in questo caso, è al 64esimo posto, con un’incidenza di 359,4 ogni centomila abitanti. La posizione è meno critica rispetto ad altre categorie, ma il numero degli episodi resta consistente. Sommando furti, truffe e frodi informatiche e danneggiamenti si raggiungono 8.699 denunce: il 66,3% del totale provinciale. Due reati su tre ricadono in queste tre voci.

Sul fronte della violenza contro le persone, a distinguersi sono soprattutto le denunce per  percosse. Sono 146 quelle registrate, pari a 35,7 ogni centomila abitanti, portano Mantova al trentesimo posto nazionale, lo stesso occupato per truffe e frodi informatiche. Le lesioni dolose sono numericamente più consistenti: 478 casi, un’incidenza di 117 e il 48esimo posto. Per le minacce, invece, la provincia scende all’81esima posizione, con 416 denunce e un tasso di 101,8. Tre voci che descrivono aspetti diversi della conflittualità e mostrano quanto il quadro locale cambi passando da un reato all’altro.

La nostra provincia invece scende in classifica per quanto riguarda le violenze sessuali denunciate (42), pari a 10,3 ogni centomila abitanti, e collocano Mantova al 54esimo posto. I tentati omicidi sono sei, con un’incidenza di 1,5 e il 63esimo posto. La voce degli omicidi volontari è invece a zero. Per gli omicidi da incidente stradale si registrano cinque denunce che valgono l’83esima posizione.

Tra le voci nelle quali Mantova spicca in questa triste classifica c’è anche il 20° posto per gli omicidi da incidente sul lavoro. Qui, però, la graduatoria nasce da una sola denuncia, con un’incidenza arrotondata a 0,2 ogni centomila residenti. Il numero assoluto è indispensabile per dare il giusto significato alla posizione: nelle categorie con pochi episodi, un singolo caso può incidere molto sul confronto fra province. Questa specifica voce penale, inoltre, non coincide con il bilancio complessivo delle vittime degli infortuni sul lavoro.

Per altri reati il Mantovano si trova nella parte bassa delle classifiche. È il caso degli stupefacenti, con 106 denunce, un’incidenza di 25,9 ogni centomila abitanti e il 98esimo posto. Gli incendi sono tredici, pari a 3,2 ogni centomila residenti, e valgono la 92esima posizione. A questi si affiancano, nella distinta categoria dei danneggiamenti seguiti da incendio, sedici denunce: Mantova è all’88esimo posto, con un tasso di 3,9.

Restano contenuti anche i numeri delle denunce per riciclaggio e impiego di denaro, tre, che collocano la provincia al 92esimo posto. Sono cinque quelle per sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile, con la 76esima posizione, e tre quelle per contraffazione di marchi e prodotti industriali, con il 99esimo posto. Zero denunce per associazione per delinquere, associazione di tipo mafioso, usura e contrabbando.

LOMBARDIA IN CRESCITA, CON MILANO IN TESTA A LIVELLO NAZIONALE: MA IN ITALIA LE DENUNCE CALANO

L’aumento complessivo delle denunce mantovane si inserisce in una tendenza che coinvolge diverse province lombarde. Lodi registra una crescita del 12,1%, Varese del 6,2% e Sondrio del 5,6%. Il Mantovano, con il suo 4,7%, cresce più di Pavia, che segna un incremento del 3,4%, e Bergamo, al 3,1%. Anche Milano è in aumento, ma dello 0,6%.

Il confronto con il capoluogo regionale aiuta a dare una misura delle distanze. Milano guida la graduatoria nazionale e supera i settemila reati denunciati ogni centomila abitanti: più del doppio del tasso mantovano. Mantova mantiene quindi un’incidenza generale molto inferiore, pur mostrando una crescita annuale più marcata e criticità specifiche che la portano ai vertici di alcune classifiche.

In Italia, al contrario, il totale delle denunce è sceso a 2,36 milioni: 42.242 delitti in meno rispetto al 2024, una diminuzione dell’1,8%. A trascinare il calo sono soprattutto i furti, diminuiti del 5,9%, mentre le rapine arretrano del 3,6%. Continuano invece a crescere, oltre alle truffe, i danneggiamenti, le percosse e le estorsioni: rispettivamente del 3,9%, del 3,4% e dell’1,4%. L’indagine mostra così un cambiamento nella composizione dei reati, oltre alle differenze fra territori.

La flessione italiana prosegue anche nei dati provvisori del primo semestre 2026, che indicano un calo del 9,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È una rilevazione ancora da consolidare, successiva a quella utilizzata per la classifica. Il bilancio mantovano del 2025 resta invece segnato dalla crescita delle denunce, dal primato nei delitti informatici e da quell’incidenza delle estorsioni che porta la provincia fra le prime quindici d’Italia.