Consumo di suolo, nel Mantovano persi altri 70 ettari: Bozzolo prima per incremento

MANTOVA – Il consumo di suolo rallenta, ma non si ferma. Nel corso del 2025 in provincia di Mantova sono stati consumati altri 71,03 ettari di territorio, a fronte di appena 0,94 ettari recuperati. Il bilancio netto è dunque di 70,09 ettari di nuovo suolo consumato, una superficie equivalente a circa 98 campi da calcio regolamentari. A fotografare la situazione è il Rapporto ISPRA 2026 sul consumo di suolo, presentato oggi che evidenzia come il Mantovano continui a perdere terreno naturale e agricolo, pur registrando un rallentamento rispetto all’anno precedente.
La provincia si colloca al sesto posto in Lombardia per incremento netto di consumo di suolo, perdendo due posizioni rispetto al 2024, quando era quarta. Complessivamente il territorio provinciale già consumato raggiunge i 25.012,5 ettari, pari al 10,71% della superficie totale. In altre parole, oltre un decimo del Mantovano risulta ormai occupato da superfici artificiali.

Bozzolo, Castellucchio e Marcaria guidano la classifica provinciale

A emergere dall’analisi dei dati ISPRA è soprattutto la forte concentrazione del nuovo consumo di suolo in alcuni Comuni. Bozzolo è il territorio che nel 2025 ha registrato l’incremento maggiore, con 14,01 ettari, seguito da Castellucchio con 10,36 ettari e Marcaria con 8,69. Al quarto posto si colloca Curtatone, con 7,85 ettari.
Questi quattro comuni, da soli, concentrano 40,91 ettari di nuovo consumo netto, pari al 58,4% dell’intero incremento provinciale. Un dato che mostra come oltre la metà delle nuove trasformazioni del territorio si sia concentrata in una porzione relativamente limitata della provincia.
Seguono Castiglione delle Stiviere con 4,01 ettari, Mantova con 3,94, Castel d’Ario con 2,69, Marmirolo con 2,22, Ceresara con 2 e San Giorgio Bigarello con 1,46 ettari.
Le cifre individuano i territori maggiormente interessati dal fenomeno, ma non consentono da sole di stabilire quali specifici interventi urbanistici, infrastrutturali o produttivi abbiano determinato gli incrementi.

Mantova sesta in Lombardia, Brescia e Monza Brianza ai primi posti

Nel confronto regionale, la provincia mantovana si posiziona al sesto posto per nuovo consumo netto di suolo nel 2025. In testa alla graduatoria lombarda figura Brescia con 160,82 ettari, seguita da Monza e Brianza con 145,39 ettari, Milano con 145,33 e Bergamo con 120,35.
Al quinto posto si colloca Pavia con 79,22 ettari, seguita da Mantova con 70,09. Alle spalle del Mantovano figurano Varese con 61,69 ettari, Cremona con 56,57, Como con 41,86, Lodi con 39,56, Sondrio con 38,73 e Lecco con 22,48 ettari. Rispetto al 2024, quando Mantova occupava la quarta posizione regionale, si registra dunque un arretramento nella graduatoria degli incrementi. Un dato che va letto insieme alla riduzione delle nuove superfici consumate.

Nel 2025 consumati 17 ettari in meno rispetto all’anno precedente

Il confronto con il 2024 mostra infatti un rallentamento del fenomeno. Se nell’anno precedente l’incremento netto del consumo di suolo era stato di 87,19 ettari, nel 2025 si è fermato a 70,09, con una riduzione di 17,10 ettari, pari al 19,6%. Non si tratta tuttavia di un’inversione di tendenza, perché le superfici artificializzate continuano ad aumentare.
A cambiare è anche la distribuzione geografica del consumo di suolo. Nel 2024 gli incrementi maggiori erano stati registrati a Mantova, con 12,13 ettari, San Giorgio Bigarello con 8,75 e Marmirolo con 7,94. Dei 64 Comuni della provincia, 43 hanno registrato un incremento netto del consumo di suolo, mentre 20 non hanno presentato variazioni. Uno soltanto, Rivarolo Mantovano, ha fatto segnare un saldo negativo, con 0,94 ettari di territorio recuperato.

Il capoluogo è il Comune con la maggiore percentuale di suolo consumato

Se la graduatoria degli incrementi annuali vede primeggiare Bozzolo, Castellucchio e Marcaria, quella relativa alla percentuale complessiva di territorio già consumato restituisce una fotografia differente. Mantova è il Comune della provincia con la quota più elevata di suolo consumato: il 25,59% della superficie comunale, vale a dire oltre un quarto del suo territorio.
Segue Castiglione delle Stiviere con il 23,71%, mentre al terzo posto si colloca Medole con il 18,68%. Sopra il 15% figurano anche Guidizzolo (17,55%), Gazoldo degli Ippoliti (15,99%) e Castel Goffredo (15,81%).
Percentuali significative si registrano inoltre a Porto Mantovano, dove il suolo consumato rappresenta il 14,71% della superficie comunale, Ponti sul Mincio con il 14,45%, Marmirolo con il 13,59% e Suzzara con il 13,16%. A livello provinciale, il Mantovano occupa invece l’ottavo posto in Lombardia per incidenza percentuale del suolo consumato e il sesto per superficie complessivamente artificializzata.

Una provincia che continua a perdere terreno naturale e agricolo

Il Rapporto ISPRA conferma dunque un fenomeno che, pur mostrando segnali di rallentamento, continua a incidere sul territorio mantovano. Nel 2025 il consumo netto è stato mediamente di circa 1,35 ettari alla settimana, mentre il recupero di superfici precedentemente consumate è rimasto molto limitato. Un quadro particolarmente significativo per una provincia come Mantova, caratterizzata da una forte vocazione agricola, dove la disponibilità di suolo rappresenta una risorsa essenziale non soltanto per le produzioni, ma anche per la tutela ambientale, la permeabilità dei terreni e la capacità di affrontare gli effetti degli eventi climatici estremi.