MANTOVA – Prima l’esternalizzazione della gestione infermieristica di un reparto, adesso l’introduzione dei turni di dodici ore in altre unità operative per far fronte alla carenza di personale. Si apre un nuovo fronte sindacale all’Asst di Mantova, con la Fp Cgil che contesta duramente le scelte organizzative dell’azienda sanitaria e, soprattutto, il mancato coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori. A sollevare il caso è Raffaele Bruno, segretario provinciale della Fp Cgil Mantova, che chiede spiegazioni alla direzione aziendale e non esclude iniziative sindacali qualora dovesse proseguire quella che considera una gestione unilaterale delle decisioni.
«Prima l’esternalizzazione della gestione infermieristica di un reparto, ora la richiesta di turni di 12 ore in ulteriori unità operative per far fronte alla carenza di personale – attacca Bruno –. Cambiano le decisioni, ma il metodo sembra essere sempre lo stesso: l’Azienda decide e i lavoratori si trovano a doverne subire le conseguenze. È ora di dire basta!».
Il nodo principale riguarda le procedure seguite dall’Asst. Secondo il sindacato, le modifiche all’organizzazione del lavoro sarebbero state prospettate al personale senza una preventiva informazione alle Rsu e senza il necessario confronto, nei casi previsti dal contratto collettivo. Una situazione che la Fp Cgil ritiene particolarmente grave alla luce delle conseguenze che i nuovi orari potrebbero avere sulla quotidianità degli operatori sanitari.
«Esprimiamo forte contrarietà a un modo di gestire l’organizzazione del lavoro che rischia di escludere la Rsu proprio quando sarebbe indispensabile garantire informazione preventiva, trasparenza e confronto – sottolinea il segretario provinciale –. Ricordiamo all’Asst Mantova che le relazioni sindacali non sono una concessione dell’Azienda, ma uno strumento previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro. Chiediamo pertanto all’Azienda di chiarire su quali basi sia stata assunta la decisione relativa all’introduzione in ulteriori unità operative di turni di 12 ore senza una preventiva informativa alle Rsu e senza l’attivazione del confronto, laddove previsto. Non accetteremo che decisioni di questa portata vengano presentate solamente al personale come fatti compiuti».
La controversia si inserisce in una situazione di difficoltà nel reperimento di personale infermieristico, un problema che il sindacato riconosce ma che, a suo giudizio, non può essere affrontato ricorrendo sistematicamente a soluzioni che incidono sulle condizioni di lavoro di chi è già in servizio.
«La difficoltà nel reclutare infermieri è reale e richiede interventi seri, strutturali e tempestivi. Non può però trasformarsi in una giustificazione permanente per aumentare i carichi di lavoro, comprimere i tempi di recupero e chiedere ulteriori sacrifici a professionisti che già sostengono quotidianamente il peso delle criticità organizzative. I turni di 12 ore pongono interrogativi importanti sulla fatica, sullo stress, sulla conciliazione tra vita privata e lavoro e sulla sicurezza nello svolgimento di una professione che richiede attenzione, competenza e responsabilità».
Un altro elemento di preoccupazione riguarda la durata della misura. Ai dipendenti interessati sarebbe stato indicato il mese di dicembre come termine entro il quale superare la fase emergenziale. Una prospettiva sulla quale Bruno manifesta forti perplessità, soprattutto considerando le tempistiche necessarie per integrare nuovi infermieri negli organici.
«L’Azienda indica ai lavoratori coinvolti dicembre come termine entro il quale superare l’emergenza, ma non possiamo ignorare che le assunzioni richiedono tempi tecnici e che il personale neoassunto deve essere adeguatamente inserito e formato. Il rischio è che una misura definita temporanea finisca per protrarsi ben oltre le scadenze annunciate. Non è accettabile che siano sempre le lavoratrici e i lavoratori a pagare il prezzo delle carenze di organico e delle difficoltà organizzative».
La Fp Cgil chiede inoltre di conoscere quale sia la strategia complessiva dell’Asst per garantire la continuità dei servizi e affrontare le difficoltà di reclutamento. Il riferimento è anche alla precedente esternalizzazione della gestione infermieristica di un reparto, rispetto alla quale il sindacato ravvisa un problema più generale di programmazione delle risorse. Sul tavolo resta poi la questione della mobilità interna del personale, altro terreno di confronto tra rappresentanze sindacali e azienda.
«Dopo l’esternalizzazione della gestione infermieristica di un reparto, questa nuova situazione rende ancora più urgente fare chiarezza sulle strategie che l’Azienda intende perseguire per garantire i servizi, valorizzare le professionalità interne e affrontare la carenza di personale – prosegue Bruno –. A questo si aggiunge la questione delle mobilità interne, rispetto alla quale continuiamo a segnalare il rischio di alimentare insoddisfazione e perdita di competenze. In una fase in cui il personale infermieristico è difficile da reperire, l’Azienda dovrebbe impegnarsi a valorizzare le professionalità presenti, ascoltare le esigenze dei dipendenti e creare condizioni che favoriscano la permanenza in servizio».
Il timore espresso dalla Fp Cgil è che il progressivo peggioramento delle condizioni lavorative possa rendere ancora meno attrattiva la permanenza nelle strutture sanitarie, aggravando proprio quelle carenze di organico alle quali si cerca di porre rimedio.
«Al contrario, decisioni unilaterali, carichi di lavoro sempre più pesanti e scarsa attenzione alle esigenze del personale rischiano di aggravare una situazione già critica. La Fp Cgil Mantova non è disponibile ad accettare che il confronto sindacale venga considerato un passaggio secondario o che le Rsu siano chiamate a intervenire quando le decisioni sono già state assunte. Il rispetto del contratto, dei diritti dei lavoratori e delle corrette relazioni sindacali non è facoltativo».
La presa di posizione si conclude con un avvertimento alla direzione dell’Asst. In assenza di risposte e di un cambio di metodo, il sindacato è pronto a valutare ulteriori iniziative per tutelare il personale.
«Se l’Azienda continuerà a procedere senza garantire il necessario coinvolgimento delle Rsu, la Fp Cgil Mantova valuterà tutte le iniziative sindacali opportune per tutelare il personale e ottenere risposte concrete – conclude Bruno –. La sanità pubblica non si difende chiedendo sacrifici sempre maggiori a chi ci lavora. Si difende investendo sul personale, programmando le risorse e rispettando le persone. Basta decisioni unilaterali, basta scaricare sul personale il peso delle carenze organizzative, basta considerare le relazioni sindacali un ostacolo anziché uno strumento di partecipazione e tutela. La Fp Cgil Mantova pretende rispetto, trasparenza e confronto. Sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non si torna indietro».















