Dalla raffineria al polo logistico, la trasformazione di Ies diventa un libro

MANTOVA – Tre anni di lavori per smantellare gli impianti dell’ex raffineria e ridisegnare una parte dello skyline di Mantova. Tra il 2022 e il 2025, la trasformazione del sito Ies ha attraversato una delle sue fasi più complesse: mettere in sicurezza, smontare e dare una nuova destinazione alle strutture che per decenni avevano caratterizzato l’attività industriale dell’area. Un percorso raccontato nel volume “Un Sito, Due Identità – La trasformazione dell’ex Raffineria di Mantova in un nuovo modello di sviluppo”, presentato oggi alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e associativo e del management di Ies e del gruppo Mol.
Il libro ripercorre un passaggio che ha cambiato il volto e la funzione dello stabilimento: dalla raffinazione del petrolio a un polo logistico e commerciale dedicato allo stoccaggio, alla movimentazione e alla distribuzione di prodotti energetici. Una storia che viene documentata nell’anno di un anniversario significativo: nel 2026 ricorrono gli ottant’anni della presenza del sito a Mantova, dove nacque nel 1946 come Icip, Industria Chimica Italiana Petroli, diventando la prima raffineria sorta nella Pianura Padana.

Dalla fine della raffinazione allo smantellamento degli impianti

La cessazione delle attività di raffinazione, nel 2014, aveva chiuso una lunga stagione industriale, aprendo la strada alla riconversione. Dal 2015 il sito ha assunto la funzione di polo logistico, il Mantua Logistic Hub. Successivamente, il progetto di demolizione degli impianti non più utilizzati ha ridisegnato gli spazi, modificando in modo significativo il paesaggio dell’area.
«Si è trattato di un intervento straordinario per complessità tecnica, dimensioni e valore strategico», ha spiegato Luca Perboni, responsabile logistica, sviluppo sostenibile, salute, sicurezza e ambiente di Ies che si è occupato della supervisione del libro. Il progetto di trasformazione ha coinvolto centinaia di professionisti, tecnici, operatori, imprese e istituzioni, impegnati nelle diverse fasi.
Attraverso contenuti tecnici e un ricco apparato fotografico, il volume documenta le attività preliminari di messa in sicurezza e bonifica, lo smontaggio degli impianti e la gestione delle loro destinazioni finali. Tra i contributi figura anche quello di Alberto Righi, responsabile del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro di Ats Val Padana.

Il 55% degli impianti ha trovato una nuova collocazione industriale

Uno degli aspetti centrali del progetto è stato il recupero delle strutture e dei materiali. Secondo i dati illustrati da Ies, il 55% degli impianti ha trovato una nuova collocazione industriale, mentre solo il 5% dei materiali è stato destinato allo smaltimento. Il percorso ha quindi affiancato alle demolizioni il riutilizzo di impianti e il riciclo, applicando i principi dell’economia circolare.
Durante la presentazione, l’azienda ha ringraziato le istituzioni, le autorità e gli enti competenti per il confronto mantenuto durante i lavori, insieme a clienti, fornitori, appaltatori e partner commerciali. Un riconoscimento è stato rivolto anche alla casa madre Mol, di cui Ies fa parte dal 2007, per gli investimenti sul futuro del sito, e alle persone che hanno lavorato alla riconversione.
Oggi Ies Italiana Energia e Servizi si occupa di approvvigionamento, trading, stoccaggio e distribuzione di prodotti energetici, oltre che di servizi logistici. Il polo di Mantova costituisce il fulcro di un’attività che, attraverso una rete di altre basi, raggiunge il mercato nazionale.
Pur con quote di mercato più contenute rispetto ai grandi operatori del settore,  Ies mantiene un ruolo strategico nella logistica e nella distribuzione all’ingrosso di prodotti energetici nel Nord-Est.
«La chiusura della raffineria, oltre un decennio fa, ha segnato la fine di un’importante fase della nostra storia», ha sottolineato Bianca Elena Vasilescu, amministratrice delegata di Ies. «Abbiamo scelto di guardare a ciò che potevamo diventare, trasformando l’incertezza in opportunità».
A ottant’anni dalla nascita dell’Icip, il volume fissa così il passaggio tra le due identità del sito mantovano: quella della raffineria, rimasta a lungo impressa nel paesaggio cittadino, e quella del polo logistico sul quale si concentra oggi l’attività dell’azienda.