MANTOVA – Un commerciante mantovano ha versato oltre mille euro per acquistare un container trovato in vendita sui social network, ma la merce non è mai arrivata. Per la vicenda la Polizia di Stato di Mantova ha denunciato due persone, individuate al termine delle indagini condotte dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica.
La truffa, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, è partita da un’inserzione online che proponeva la vendita del container a condizioni apparentemente regolari. Dopo il primo contatto, il venditore aveva inviato alla vittima un preventivo dettagliato e una fattura che sembrava provenire da una società realmente operante nel settore. Documenti che avevano contribuito a rendere credibile l’offerta. Per confermare l’acquisto, al commerciante era stato chiesto di versare anticipatamente la metà del prezzo concordato. Convinto di trovarsi di fronte a una compravendita regolare, l’uomo aveva effettuato un bonifico bancario. La consegna e il montaggio del container erano stati fissati per una data successiva.
Prima della consegna, tuttavia, era arrivata una nuova richiesta di denaro, non prevista dagli accordi iniziali. Insospettito, il commerciante aveva rifiutato di pagare ulteriormente, chiedendo la restituzione dell’acconto già versato. Da quel momento i venditori avevano interrotto ogni contatto e il container non era stato consegnato. Gli accertamenti della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica hanno permesso di ricostruire la vicenda e risalire a due persone, denunciate all’autorità giudiziaria. Anche la società il cui nome compariva sulla fattura, risultata estranea alla vendita, ha presentato denuncia.
La Polizia di Stato invita a prestare attenzione agli acquisti online, verificando l’identità del venditore e l’effettiva esistenza dell’azienda attraverso recapiti ufficiali reperiti autonomamente. Prima di effettuare un pagamento, è inoltre consigliato controllare che l’intestatario del conto corrisponda al venditore o alla società indicata nei documenti e diffidare delle richieste di somme aggiuntive non previste dagli accordi. In caso di sospetti, l’indicazione è di interrompere la trattativa, contattare tempestivamente la propria banca e rivolgersi alle forze dell’ordine. Le persone sottoposte a indagini preliminari sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale condanna definitiva.

















