MANTOVA – Il tessuto economico mantovano registra un’ulteriore contrazione del proprio comparto artigiano. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia relativi al terzo trimestre del 2026, le imprese artigiane registrate in provincia sono scese a quota 9.692.
Un calo che conferma un trend negativo prolungato: se al 31 dicembre 2025 le imprese iscritte erano 9.711, nei primi sei mesi del 2026 si è registrata la perdita di ulteriori 19 unità. Il confronto con il passato disegna un quadro ancora più critico: nel 2012 le aziende artigiane mantovane erano 13.287. In tredici anni e mezzo il territorio ha visto scomparire ben 3.595 realtà produttive, pari a una flessione del 27%.
Le cause della crisi secondo Cna
Come sottolinea la Direttrice della Cna, Elisa Rodighiero, la contrazione è il risultato dell’incrocio tra fattori strutturali, demografici, culturali e geopolitici:
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Mancanza di ricambio generazionale: l’età media degli artigiani supera ormai i 50 anni, a fronte di una presenza marginale di giovani under 30.
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Aumento dei costi: il forte rincaro dell’energia e delle materie prime pesa gravemente sui bilanci di gestione.
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Svalutazione del lavoro manuale: permane un pregiudizio culturale verso i mestieri artigianali, che pure si sono evoluti verso l’Artigianato 4.0 e la digitalizzazione.
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Burocrazia soffocante: il carico di adempimenti normativi, fiscali e amministrativi sottrae tempo prezioso alle attività operative di laboratori e officine.
La resilienza del comparto
Nonostante le difficoltà, il portavoce di Cna Mantova, Franco Bruno, richiama l’attenzione sul valore ancora strategico del settore: «La resilienza degli artigiani, soprattutto in un panorama economico e geopolitico complesso come quello attuale, rimane un pilastro fondamentale del tessuto sociale e produttivo e della coesione sociale del nostro territorio».


















