Intelligenza artificiale al servizio dell’intelligenza artigianale? Confartigianato Mantova presenta l’umanoide Luka

MANTOVA – Può l’intelligenza artificiale coabitare con l’intelligenza artigiana? Secondo Luka, robot umanoide che questa sera ha introdotto i lavori dell’assemblea annuale di Confartigianato Mantova alle Fruttiere di Palazzo Te, assolutamente sì, perché l’intelligenza e l’esperienza umane non possono essere sostituite da un mezzo che – parole sue – è lì per coadiuvare, snellire i tempi, accelerare i processi in un mondo che, come ha poi magistralmente spiegato il filosofo Umberto Galimberti, non è più nostro, ma appartiene alla tecnica, “la quale non ha fine, non ha scopo”.

La presenza del robot umanoide Luka ha catalizzato le attenzioni, ma ha soprattutto dimostrato come il futuro sia qui, oggi, molto più vicino e presente di quanto non ci sembri. “Io credo che l’intelligenza artificiale sia un’opportunità per gli artigiani – ha detto Marco Granelli, presidente nazionale di Confartigianato -, Da parte nostra lo vediamo come qualcosa di complementare all’intelligenza artigiana. Per noi l’AI significa un mezzo da utilizzare, non un fine”. “Siamo pronti – ha aggiunto il presidente di Confartigianato Imprese Mantova, Lorenzo Capelli – le nostre imprese oggi si stanno attrezzando in ambiti di collaborazione con l’intelligenza artificiale. Vogliamo sfatare il mito che questo sia un problema insormontabile: in realtà le nostre imprese stanno lavorando in questa direzione. C’è sempre una questione etica, quindi questa sera abbiamo voluto organizzare l’assemblea annuale di Confartigianato Imprese Mantova su queste tematiche per mettere a confronto le opportunità e i nodi”.

All’inizio dell’assemblea ci sono stati i saluti istituzionali di Andrea Murari, sindaco di Mantova, Carlo Bottani, presidente della Provincia di Mantova, Giandomenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, ed Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Lombardia. Capelli ha richiamato i numeri della robotica italiana: nel 2024 erano 566 le imprese specializzate nella produzione di robot, con quasi 13mila addetti, il 16,2% in più rispetto al 2021. La Lombardia è la prima regione per occupazione nel settore, con 3.228 addetti in 191 unità locali. Dati che confermano la crescente presenza dell’innovazione nel sistema produttivo e il ruolo delle competenze artigiane, dalla meccanica all’impiantistica, necessarie anche alle tecnologie più avanzate.
“Il futuro delle nostre imprese e del nostro lavoro dipenderà tanto dalle nuove tecnologie quanto dalle scelte che sapremo compiere, dalle competenze che costruiremo e dalla nostra capacità di lavorare insieme”, ha sottolineato Capelli.

Nel mezzo, gli interventi di Luka, robot umanoide Agibot A2 Ultra portato a Mantova dall’azienda VAutomation di Vicenza. Dotato di telecamere, sensori e microfoni, è in grado di interagire con le persone, riconoscere oggetti, orientarsi negli ambienti ed elaborare risposte. Si tratta di una tecnologia che può trovare applicazione nell’accoglienza e nell’orientamento dei visitatori, in spazi espositivi e contesti commerciali. Più in generale, la robotica umanoide apre prospettive anche nella produzione, nella logistica e nel monitoraggio degli impianti, con soluzioni da adattare alle esigenze operative di ogni singola impresa. Luca ha accolto gli ospiti e dialogato sul palco sulle potenzialità e sui limiti dell’intelligenza artificiale.

Il filosofo, psicoanalista e saggista Umberto Galimberti, come detto, ha affrontato il tema “L’uomo nell’età della tecnica”. Spazio anche alla ricerca e alla formazione, con i ricercatori della sede di Mantova della facoltà di ingegneria informatica dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Antonello Barbone, assegnista di ricerca, ha partecipato al confronto sul futuro del lavoro, mentre Riccardo Morandi, dottorando di ricerca, è stato coinvolto nelle dimostrazioni del progetto DigiWave Dots. Si tratta di una soluzione basata sui gemelli digitali, rappresentazioni virtuali di macchinari e impianti che integrano dati e intelligenza artificiale per monitorarne il funzionamento, individuare anomalie e supportare la manutenzione e le decisioni delle imprese.

Gli studenti della quinta Elettronica dell’Istituto Enrico Fermi di Mantova hanno invece presentato la loro esperienza con “Ambiente Industriale”, progetto di automazione esposto al Maker Faire 2026 di Roma. Il sistema riproduce una linea produttiva con nastri trasportatori, riconoscimento dei colori e bracci robotici capaci di selezionare e movimentare oggetti. Un’applicazione per smartphone consente inoltre di simulare la gestione degli ordini. Un lavoro che unisce elettronica, meccanica, programmazione e capacità di collaborare.