MANTOVA – Anche la Cisl Asse del Po, con una delegazione di oltre 50 sindacalisti, delegate e delegati provenienti dalle province di Mantova e Cremona, ha partecipato oggi a Genova alla prima tappa della mobilitazione nazionale “Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare, pensioni per lo sviluppo”, promossa dalla Cisl per chiedere modifiche alla Legge di Bilancio e rilanciare la proposta di un nuovo Patto sociale. Priorità della mobilitazione la difesa del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, la tutela della sanità pubblica e della scuola e la salvaguardia dei diritti previdenziali.
“Le famiglie continuano a fare i conti con un costo della vita elevato, mentre stipendi e pensioni faticano a tenere il passo – dichiara Ivan Zaffanelli, segretario generale della Cisl Asse del Po -. Servono interventi concreti per sostenere i redditi, una maggiore equità fiscale e garanzie sul futuro delle pensioni, anche per le giovani generazioni”.
Particolare attenzione è rivolta ai servizi pubblici essenziali. “Sanità e scuola non possono essere considerate voci su cui risparmiare – prosegue Zaffanelli -. Occorrono investimenti adeguati per garantire il diritto alla salute e all’istruzione, con servizi di qualità e accessibili a tutti. Sono questioni che riguardano direttamente anche le comunità di Mantova e Cremona”.
Al termine della mattinata è intervenuta Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl. “Nella Legge di Bilancio riconosciamo alcune misure che abbiamo sostenuto: la tassazione agevolata sui premi di risultato e sugli aumenti contrattuali, gli interventi sull’Irpef, il sostegno alla genitorialità e le agevolazioni per il lavoro notturno e festivo. Ma il nostro giudizio non è una cambiale in bianco. Chiediamo risorse strutturali per la legge sulla partecipazione, più investimenti in sanità e welfare e la correzione di tre scelte profondamente sbagliate: l’estensione della flat tax al 15% fino a 100mila euro, che accentua le disuguaglianze fiscali; la stretta sulla rivalutazione delle pensioni, che penalizza chi ha versato contributi per una vita; il taglio di quasi settemila posti nella scuola. Servono maggiore equità fiscale, tutela del potere d’acquisto dei pensionati e un confronto vero con le parti sociali sulle scelte previdenziali”.
Dopo Genova, la mobilitazione nazionale proseguirà il 28 novembre a Gioia Tauro e si concluderà il 12 dicembre con la manifestazione nazionale a Roma.


















