SERMIDE E FELONICA – Un errore di oltre un milione di euro nella tabella riepilogativa di una delibera di variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale. È quanto denuncia il gruppo di opposizione Noi per Sermide Felonica, che sottolinea incongruenze riscontrate negli atti e chiede chiarimenti all’amministrazione, sollevando interrogativi anche sull’efficacia dei controlli contabili.
Sotto la lente dei consiglieri Emanuele Vertuani, Emanuele Zerbini e Claudia Boselli la seduta consiliare del 28 ottobre, durante la quale è stata discussa una variazione di bilancio con l’applicazione di oltre 600mila euro di avanzo di amministrazione.
«Errare humanum est, non controllare autem diabolicum! Potrebbe essere riassunta così l’ultima seduta del Consiglio comunale – affermano i consiglieri di opposizione –. La tabella finale dell’atto, quella che riepiloga l’avanzo ancora utilizzabile, riportava un totale di 7.229.619,72 euro. Il totale corretto è 6.186.829,25 euro. Uno scarto di ben 1.042.790,47 euro. Diceva Totò che è la somma che fa il totale; qui, a quanto pare, il totale ha deciso di fare da sé. Per i più scettici: 8.803.459,21 meno 2.014.978,83 meno 601.651,13. Basta una calcolatrice, di quelle che costano pochi euro».
Secondo quanto riferito dalla minoranza, il sindaco Maestri avrebbe riconosciuto durante la seduta il «mero errore materiale», ma la delibera sarebbe stata comunque approvata, con l’impegno di procedere alla correzione successivamente alla votazione.
«Il nostro voto, ovviamente, è stato contrario. Non diciamo che il bilancio del Comune sia sbagliato. Diciamo che un atto di questa portata è arrivato in Consiglio con un errore evidente e che i controlli previsti non l’hanno fermato prima del voto».
Ma la contestazione non si limita alla differenza di oltre un milione di euro. I consiglieri di Noi per Sermide Felonica segnalano infatti ulteriori discrepanze tra gli importi illustrati durante il dibattito consiliare e quelli riportati nella documentazione.
«Per il cimitero di Santa Croce in aula si è parlato di 11mila euro, mentre negli atti risultano 4.001,13 euro. Gli importi dei ponti di via Oberdan e via Galvani sono stati citati invertiti rispetto alla proposta. Inoltre, 30mila euro non tornano tra la descrizione e l’allegato: i ponti sommano 81.500 euro, ma l’allegato ne stanzia 51.500; gli alloggi popolari sono 140mila euro, ma l’allegato ne stanzia 170mila. Qualcuno ha spostato 30mila euro senza dirlo a nessuno. E un contributo regionale per l’auto della Polizia Locale non compare nell’allegato di variazione».
La minoranza contesta anche la spiegazione che, a suo dire, sarebbe stata fornita dal primo cittadino sulla natura della tabella contenente l’errore.
«Il sindaco ha definito la tabella “puramente illustrativa”. Ma una delibera non ha parti decorative: ogni numero scritto nell’atto ne fa parte e deve corrispondere alla realtà. I principi contabili chiedono veridicità, attendibilità e correttezza. Per questo i pareri di regolarità tecnica e contabile si esprimono prima del voto, non dopo».
Non manca una dura considerazione, dai toni ironici, sulla gestione della documentazione finanziaria.
«Ci mancava solo la contabilità creativa, che accanto alle tabelle illustrative completa il quadro. Un totale che sbaglia di oltre un milione, 30mila euro che passano da una voce all’altra senza una riga di spiegazione, un contributo che nell’allegato non si vede: se questa è la fantasia al potere, il Comune sembra avere più estro di un pittore impressionista. Peccato che i bilanci non si guardino da lontano, come i quadri di Monet. Si leggono da vicino, riga per riga, e i numeri devono tornare. Nel nostro caso la tabella non era generica: i 14 importi sommano esattamente a 572.501,13 euro, l’avanzo libero utilizzato. Se qualcosa non torna, è l’atto che va corretto».
Infine, il gruppo di opposizione richiama l’attenzione sulle responsabilità degli organismi e delle figure incaricate di verificare la regolarità amministrativa e contabile degli atti, sottolineando in particolare il ruolo del revisore dei conti.
«Il cittadino non deve controllare i conti del Comune. Ci sono persone pagate dai cittadini per farlo: i responsabili degli uffici, il segretario e il revisore dei conti. Quest’ultimo vigila sulla regolarità contabile e finanziaria dell’ente ed esprime un parere sulle variazioni di bilancio, come previsto dall’articolo 239 del Testo unico degli enti locali. Il parere in questo caso è arrivato il 22 ottobre. È una garanzia, non una formalità».

















