MANTOVA – A fine partita, nella sala stampa del Penzo, mister Possanzini riconosce la superiorità del Venezia, ma glissa sulla prestazione dell’arbitro. La direzione di gara di Pezzuto ha lasciato diversi dubbi, specialmente sul secondo giallo, troppo fiscale, per Radaelli e sulle circostanze del fallo di mano di Bani che ha causato il rigore.
“Non voglio parlare dell’arbitro, perché rischio di uscire da quello che è il mio compito: devo valutare la partita per tante altre cose – spiega -. Il Venezia? me lo aspettavo dirompente, le partite le ho studiate e mi ricordo la gara di quest’estate. E’ una squadra fortissima, che a questo punto della stagione ha anche raccolto meno di quanto ha proposto. Abbiamo interpretato bene la partita: sapevamo che ci sarebbero stati tanti duelli. Siamo stati molto attenti il primo tempo, abbiamo cercato di limitarli. Ci è mancato un po’ di coraggio, ma ad ogni controllo non perfetto ti saltavano addosso e facevano sentire il loro impatto fisico”.
“Per me la squadra ha fatto bene fino all’espulsione – chiarisce il tecnico dell’Aciemme -. In 10 poi abbiamo fatto fatica, cercando di limitare i danni e provare a ripartire, ma la forza del Venezia è tanta. Sono soddisfatto della prestazione: siamo venuti a giocarcela, è andata così. Credo che vadano riconosciuti i meriti degli avversari. Il divario c’era in campo e ce l’hanno fatto sentire soprattutto in superiorità numerica. Mi porto a casa l’approccio alla partita: siamo sempre stati lucidi anche quando non avevamo la palla, compatti e ordinati. E’ logico che mi piacerebbe fare altri tipi di partita, ma ci sono anche gli avversari e ti devi adeguare”.
Un Mantova che nonostante la sconfitta non si deve abbattere: “Ci tengo che la squadra continui con la giusta mentalità, indipendentemente dai risultati. Stiamo bene a livello mentale, non dobbiamo farci abbattere da una sconfitta che ci sta, ma brucia. Le squalifiche di Bani e Radaelli con la Reggiana? Abbiamo i sostituti, la paura che Radaelli, incassato il giallo, si facesse espellere c’era, ma non credevo per una sciocchezza del genere, adesso cercheremo di mettere a posto le cose”.
Sette gol incassati a Venezia in due partite: “Penso che su 10 volte forse vinceremmo una volta, e per episodi, contro il Venezia. Non perché i miei ragazzi siano scarsi, ma perché i giocatori del Venezia hanno un impatto diverso. Secondo me però nel primo tempo siamo stati in partita e non abbiamo mai perso la testa, ma è anche vero che ci sono delle squadre con cui fai fatica. Da giocatore ho giocato in compagini che si dovevano salvare e sapevi che contro 3 o 4 squadre non potevi vincere, e se lo facevi era perché le beccavi in un momento non di forma e magari con qualche episodio a favore. Il Venezia sta bene: sono stati bravi, è una squadra che mi piace e mi ha impressionato. Ma noi rispetto ad agosto abbiamo fatto uno step ulteriore, sotto il profilo della convinzione e mentalità. Dobbiamo tenerci questo di buono. Perché le partite che fanno la differenza per noi sono altre”.
Infine Possanzini spiega le scelte di formazione, alla luce dell’assenza di Mancuso: “Mensah? Per queste partite è il giocatore perfetto: quando non hai superiorità in campo e devi andare avanti, ti appoggi a lui. Secondo me in parità numerica ha fatto bene, ha rischiato anche di fare gol quelle poche volte che ci siamo affacciati nella loro area, e ci ha aiutato a salire. Ci può dare tanto in queste situazioni. Poi ho scelto di toglierlo, mettendo Bonfanti, perché sul 3-0 era improbabile che la partita si rimettesse sui binari giusti. Ho inserito Nicholas per fargli acquisire minuti e confidenza, e cercare di recuperare un po’ la forma. Ho scelto dal primo minuto ancora Wieser perché mi ha dato fiducia nella partita precedente, anche se ci sarebbe stato bene pure Paoletti. Marras stava bene a livello di gamba e poteva darci qualcosa di più negli spazi aperti: ha fatto anche un lavoro sporco in fase difensiva”.













