VIADANA – La diffusione di un volantino anonimo contenente accuse, insinuazioni e riferimenti a presunte vicende giudiziarie è finita al centro di una denuncia presentata da Mara Azzi. La candidata sindaco ha deciso di rivolgersi alle autorità competenti dopo la comparsa del documento, intitolato “La Piovra”, giudicato «un fatto di estrema gravità» e del tutto estraneo al normale confronto democratico. La denuncia si riferisce a quanto accaduto stamani quando nelle cassette delle lettere è comparso un foglio, intitolato appunto “La Piovra” riportante illazioni e acccuse relative a presunte vicende giudiziarie di persone vicine ad Azzi.
La vicenda è ora all’attenzione degli inquirenti, chiamati a individuare gli autori e i responsabili della realizzazione e della distribuzione del materiale. E’ già scattata un’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Mantova su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Brescia. Azzi ha anche chiesto che vengano acquisite e analizzate le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle zone interessate dalla diffusione del volantino, nella speranza di fare piena luce sull’accaduto.
«L’anonimato non è uno strumento di partecipazione politica, ma il tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità», sottolinea la candidata, che condanna con fermezza l’episodio. «Siamo di fronte a un fatto vergognoso e profondamente scorretto che nulla ha a che vedere con il confronto sui programmi e sul futuro della città». Nel comunicato diffuso dalla candidata viene contestato il contenuto del volantino, nel quale, secondo Azzi, vengono formulate accuse e accostamenti privi di qualsiasi riscontro oggettivo. In particolare viene difesa la posizione della candidata di una lista civica richiamata nel documento anonimo. «Il suo casellario giudiziale è immacolato e pubblico – viene precisato –. Non esistono condanne né elementi che consentano di attribuirle responsabilità penali o anche soltanto ipotesi di reato». Per questo motivo, l’accostamento del suo nome a vicende criminali viene definito «gravemente scorretto e lesivo della dignità della persona».
Analoga presa di posizione riguarda anche l’imprenditore citato nel volantino. Secondo quanto riportato nella nota, si tratta semplicemente di una delle numerose persone che hanno partecipato agli incontri e agli eventi pubblici della campagna elettorale. «In uno Stato di diritto nessuno può essere considerato colpevole sulla base di voci, sospetti o volantini anonimi – prosegue il comunicato –. Le responsabilità si accertano nelle sedi competenti e non attraverso campagne di delegittimazione personale». Gli autori del documento vengono accusati di aver riportato affermazioni prive di elementi probatori, limitandosi a insinuazioni e illazioni. Parole ancora più dure arrivano nelle conclusioni della nota diffusa da Azzi: «Provo disgusto per questo modo meschino di fare politica. Chi non riesce a convincere i cittadini con le proprie idee e con il proprio programma spesso cerca di alimentare sospetti, paure e divisioni. È un metodo che respingiamo con forza e che non appartiene alla nostra idea di comunità».
I commenti degli altri candidati
Relativamente a quanto accaduto il candidato sindaco Nicola Cavatorta dichiara: “Sono stati sicuramente mesi e settimane frenetiche, che hanno procurato a tutti i candidati tensioni e stress. L’appello che faccio è continuare all’insegna dell’educazione e del buon senso come del resto è stata questa campagna eletttorale e come ci hanno caratterizzato questi anni di Amministrazione comunale, penso di averlo dimostrato da sindaco. Prendo sicuramente le distanze da un modo di fare propaganda che non mi appartiene” Anche la candidata sindaco Fabrizia Zaffanella, esclusa dal ballottaggio, condanna duramente l’episodio,: “La presente per rendere chiara ed esplicita la mia dissociazione e quella dei miei candidati a tale volantino. Tale modalità è lontana dai principi di trasparenza e correttezza che sono state una linea guida di questa campagna elettorale e della mia coalizione”.
















