A letto con febbre e tosse già a settembre: in Lombardia oltre 25mila casi

MANTOVA – Settembre è appena iniziato, ma febbre, tosse, raffreddore, mal di gola e spossatezza hanno già costretto a letto molte persone. I classici malanni che solitamente vengono associati all’autunno e all’inverno si sono fatti sentire con largo anticipo, anche se parlare genericamente di “influenza” può essere fuorviante. In questa fase dell’anno, infatti, a circolare sono numerosi virus respiratori, dai rhinovirus ai virus parainfluenzali, insieme ai coronavirus stagionali e, in misura ancora limitata, ai virus influenzali veri e propri.
A fotografare la situazione in Lombardia è l’ultimo rapporto Influnews di Regione Lombardia, relativo alla settimana dal 31 agosto al 6 settembre. La rete di sorveglianza RespVirNet ha raccolto in quei giorni le segnalazioni di 230 medici sentinella, tra medici di medicina generale e pediatri di famiglia, pari al 57,5% dei professionisti partecipanti alla rete e con una copertura stimata del 3,3% della popolazione lombarda.
Dalle loro segnalazioni emerge un’incidenza delle infezioni respiratorie acute di 2,5 casi ogni mille assistiti, in aumento rispetto alla settimana precedente. Rapportato all’intera popolazione regionale significa una stima di 25.164 lombardi alle prese con un’infezione respiratoria acuta in una sola settimana. Il livello di circolazione viene ancora classificato come “basale”, ma il dato conferma che i virus hanno già iniziato a farsi sentire.

Nel territorio di Ats Val Padana 209 accessi al Pronto Soccorso per sindromi simil-influenzali

Segnali dello stesso fenomeno arrivano anche dal territorio più vicino a Mantova. Il monitoraggio degli accessi ai Pronto soccorso di Regione Lombardia indica che nella settimana dal 31 agosto al 6 settembre nell’Ats della Val Padana, che comprende le province di Mantova e Cremona, sono stati registrati 209 accessi per sindromi simil-influenzali. La settimana precedente erano stati 189 e nella stessa settimana del 2025 erano stati 144. In un anno, dunque, l’incremento è stato di circa il 45%.  Allargando lo sguardo a tutte le sindromi respiratorie, nello stesso territorio gli accessi ai Pronto soccorso sono stati 380 in una settimana, contro i 376 di quella precedente. Rappresentano il 6,37% del totale degli accessi registrati nei Pronto soccorso dell’Ats Val Padana.

I bambini piccoli sono i più colpiti

A risentire maggiormente della circolazione dei virus sono per ora i bambini più piccoli. Secondo Influnews, nella fascia tra zero e quattro anni l’incidenza delle infezioni respiratorie acute raggiunge i 5,1 casi ogni mille assistiti, il doppio rispetto alla media regionale. Si scende a 1,4 casi ogni mille tra i 5 e i 14 anni, mentre nella fascia tra 15 e 64 anni l’incidenza è di 2,8 per mille. Tra gli over 65 è invece pari a 1,6. Un dato che acquista particolare importanza proprio alla vigilia della riapertura delle scuole, quando il ritorno di bambini e ragazzi nelle aule e la ripresa a pieno regime di uffici, mezzi pubblici e attività quotidiane aumenteranno inevitabilmente le occasioni di contatto.

Rhinovirus e parainfluenzali già in circolazione

Ma quali virus stanno provocando i malanni di questi giorni? Un’indicazione arriva dalla sorveglianza effettuata nei Pronto soccorso lombardi. Su 312 tamponi analizzati nella settimana considerata, il rhinovirus è risultato il virus individuato con maggiore frequenza, con una positività del 7,4%. Seguono i virus parainfluenzali con il 5,8% e i coronavirus stagionali con il 4,2%. Il virus dell’influenza A è stato invece individuato nell’1,9% dei campioni. È quindi importante distinguere le sindromi simil-influenzali dall’influenza stagionale vera e propria. Febbre, tosse, raffreddore, dolori e stanchezza possono essere provocati da numerosi agenti respiratori differenti, che danno spesso sintomi molto simili tra loro.

Il ritorno in uffici e scuole favorisce i contagi

A contribuire ai cosiddetti “malanni da rientro” è anche il brusco cambiamento delle abitudini di settembre. Le temperature restano elevate durante il giorno, mentre mattino e sera possono essere più freschi; l’aria condizionata è ancora utilizzata e soprattutto si torna a trascorrere molto più tempo insieme in luoghi chiusi. Come ha sottolineato Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, non è però il semplice “colpo d’aria” a trasmettere raffreddore o influenza: servono i virus. Gli sbalzi termici possono interferire con i meccanismi di difesa delle vie respiratorie, ma è soprattutto il ritorno in ambienti chiusi ad aumentare le occasioni di contagio. Niente allarmismi, dunque: i livelli registrati da Regione Lombardia sono ancora quelli tipici di una circolazione basale. Ma una cosa è già chiara: per i malanni respiratori quest’anno non è stato necessario aspettare l’autunno inoltrato. Settembre è iniziato con migliaia di persone già alle prese con termometro, fazzoletti e qualche giornata forzata a casa.

Dal 1° ottobre al via la campagna antinfluenzale

Intanto la Lombardia si prepara alla stagione influenzale vera e propria. Dal 1° ottobre prenderà il via la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026-2027, inizialmente rivolta in via prioritaria alle categorie per le quali il vaccino è particolarmente raccomandato. Tra queste figurano le persone dai 60 anni in su, le donne in gravidanza, i bambini e ragazzi dai 6 mesi ai 17 anni e alcune categorie di lavoratori, oltre alle persone con condizioni di rischio. A partire dal 12 ottobre la vaccinazione sarà poi disponibile gratuitamente per tutta la popolazione lombarda. Le prenotazioni potranno essere effettuate già dal 1° ottobre attraverso il portale regionale PrenotaSalute oppure rivolgendosi al proprio medico di medicina generale o pediatra di famiglia. La vaccinazione sarà somministrata attraverso medici e pediatri e, con tempistiche differenziate, anche nelle farmacie e nei centri vaccinali. Dal 12 ottobre sarà inoltre possibile vaccinarsi nelle farmacie aderenti, per i maggiorenni che abbiano già effettuato in passato una vaccinazione antinfluenzale. Le farmacie disponibili possono essere individuate anche attraverso il servizio Farmacia Aperta di Federfarma Lombardia, che consente di prenotare direttamente l’appuntamento. Regione Lombardia ricorda che il vaccino viene aggiornato ogni anno in base ai ceppi influenzali maggiormente attesi e che la vaccinazione, oltre a ridurre il rischio di complicanze soprattutto nelle persone fragili, contribuisce a limitare la circolazione del virus e l’impatto dell’influenza sugli ospedali.