SUZZARA / BORGO VIRGILIO – «Sono distrutto. Ora che non c’è più Luca venderò la moto. Ho perso non solo un grande amico con cui sono cresciuto, ma un compagno di viaggio con cui ho condiviso tutta la vita. Non sarà mai più come prima». È un ricordo toccante e pieno di dolore quello di Roberto Siliprandi, detto “Sili”, suzzarese e amico fraterno da oltre quarant’anni di Gianluca Battistini, il 63enne di Romanore di Borgo Virgilio stroncato da un malore improvviso in Tunisia poco prima del rientro in Italia.
I due amici avevano condiviso innumerevoli trasferte in sella alle due ruote attraverso l’Europa – dalla Spagna ai Balcani, fino alla Grecia – e dal 2 al 12 ottobre avevano scelto di affrontare insieme un tour organizzato in terra tunisina.
Il racconto del viaggio e i primi sintomi
«Per Luca era il primo tour organizzato in moto», racconta Siliprandi ripercorrendo i giorni della vacanza, iniziata con l’imbarco a Civitavecchia il 2 ottobre. Tra percorsi sterrati e tappe suggestive, il viaggio era proceduto regolarmente fino agli ultimi giorni, quando Battistini ha iniziato ad accusare un fastidio localizzato.
«Prima dell’arrivo ad Hammamet Luca si lamentava per un dolore al gomito del braccio destro tanto da decidere di non continuare e di caricare la moto sul furgone», spiega l’amico. «Un medico presente nel gruppo lo ha visitato, ma abbiamo pensato tutti a un semplice risentimento muscolare per lo sforzo fatto nel controllare la moto sullo sterrato. Così è rimasto sul furgone mentre il gruppo ha proseguito fino ad Hammamet».
Giunti all’ultima sosta all’albergo “Du Park”, prima del tragitto verso il porto di Tunisi per il rientro, il 63enne non si è sentito neppure di fare l’ultimissimo tratto di 10 km lasciando così la propria moto sul furgone di appoggio. «Mi aveva detto che il dolore al braccio gli era aumentato – ha aggiunto Siliprandi – E così ha scelto di restare sul furgone».
Gli ultimi momenti e il drammatico epilogo
Dopo i saluti di rito con gli altri partecipanti al tour, il mezzo di supporto si è messo in marcia. «Luca ha fatto una battuta su una coppia che aveva sbagliato corsia: “Guarda quei due Sili, han sbagliato strada”. Sono state le sue ultime parole», prosegue il drammatico racconto di Siliprandi.
Poche centinaia di metri dopo, il furgone si è arrestato all’improvviso: Battistini era a terra, colto da un malore rivelatosi poi un infarto fulminante. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione cardio-respiratoria praticati da un medico presente sul posto.
«Volevo riportare Luca subito a casa, ma le autorità locali mi hanno spiegato che la salma doveva rimanere a Tunisi per le procedure burocratiche. Sono dovuto rientrare da solo, tra ricordi, pensieri e lacrime», conclude Siliprandi. La comunità locale si stringe ora attorno ai familiari in attesa del rientro della salma, che non sarà imminente, per l’ultimo saluto.


















