MANTOVA – Parte la prima fase del piano per la dismissione e la decostruzione controllata delle torri piezometriche (o idriche) non più in uso sul territorio mantovano. Gli interventi, che inizieranno indicativamente da novembre, interesseranno inizialmente tre serbatoi situati a Bozzolo, a Campitello di Marcaria e a Ostiglia.
Il progetto nasce da una serie di studi di fattibilità tecnico-economica e punta a rimuovere in sicurezza strutture idriche ormai dismesse, prestando particolare attenzione alla sicurezza, alla riduzione degli impatti sui residenti e al recupero dei materiali. La torre di Bozzolo è alta 34 metri ed è stata costruita tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. La struttura è in calcestruzzo armato, con fusto cilindrico e cupola del serbatoio rivestita in alluminio. A Campitello sarà invece interessata una torre alta 37 metri, edificata nel 1967 e caratterizzata da una struttura a travi e pilastri in calcestruzzo armato con tamponamenti in muratura.
A Ostiglia l’intervento riguarderà un manufatto alto 32,6 metri, realizzato nel 1990. La struttura è costituita da un fusto cilindrico e da una vasca tronco-conica della capacità di 250 metri cubi, costruita in cemento armato post-compresso attraverso la tecnica brevettata Soles, che prevedeva la realizzazione della vasca a livello del suolo e il successivo sollevamento mediante martinetti idraulici.
Intanto, da domani, mercoledì 30 settembre, i tecnici del Gruppo Tea avvieranno alcune attività di carotaggio a Bozzolo e Rivarolo Mantovano. Proprio a Rivarolo è infatti allo studio una possibile futura demolizione del serbatoio attualmente in disuso. Per quanto riguarda i manufatti di proprietà comunale, AqA ha inserito il piano nel proprio Programma degli Interventi, con l’operazione ratificata e approvata dalla Conferenza dei Sindaci dell’AATO di Mantova. Tea, nell’ambito del Piano d’ambito, interverrà invece con fondi propri per la demolizione dei serbatoi di sua diretta proprietà.
I lavori sono stati affidati al Raggruppamento temporaneo di imprese composto da ISVA e DAF Costruzioni Stradali. La demolizione avverrà attraverso una tecnica di decostruzione meccanica controllata: le strutture saranno sezionate con dischi e filo diamantato e i blocchi verranno calati a terra tramite autogrù. La parte di base sarà invece demolita utilizzando escavatori dotati di pinze idrauliche. I materiali derivanti dalle demolizioni saranno sottoposti a riduzione volumetrica, con separazione delle componenti metalliche, e destinati prioritariamente al recupero presso impianti autorizzati.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla riduzione dei disagi per la popolazione. I cantieri saranno infatti dotati di sistemi specifici per la mitigazione del rumore e per l’abbattimento delle polveri. Le diverse fasi dei lavori saranno organizzate in coordinamento con le Amministrazioni locali e gli uffici tecnici dei Comuni coinvolti, con l’obiettivo di pianificare viabilità e occupazione degli spazi e garantire alla cittadinanza informazioni puntuali sull’avanzamento degli interventi.


















