Asola, aggressione al McDonald’s: il sindaco Romanelli: “No al falso buonismo, chi sbaglia paghi”

ASOLA – Stavano mangiando un panino al McDonald’s di Asola  nella tarda serata tra venerdì e sabato, quando nel locale è piombato un ragazzino di 16 anni che li ha minacciati e colpiti, ferendoli, con una baionetta. L’aggressore è entrato nel fast food con fare decisamente minaccioso, colpendo le vittime – un 19enne e un 22enne incensurati – con il corpo contundente in modo improvviso e inaspettato, senza alcun apparente motivo. Il giovane, seguito dai servizi sociali, è stato bloccato all’interno del locale, poi sono arrivati Carabinieri e sanitari del 118. il sedicenne è stato fermato dai militari, mentre i due ragazzi aggrediti sono stati trasportati all’ospedale Carlo Poma di Mantova: fortunatamente le ferite riportate sono risultate lievi ma lo spavento è stato grande.

Sull’accaduto è intervenuto con parole ferme sui social il sindaco di Asola, Moreno Romanelli, che ha voluto chiarire alcuni aspetti emersi anche nei commenti successivi all’episodio. «Una bruttissima situazione – ha dichiarato – non figlia del degrado di un luogo, ma figlia spesso di ragazzini deficienti». Il primo cittadino ha sottolineato come l’intervento delle forze dell’ordine sia stato immediato: «Il ragazzo è stato subito immobilizzato ed immediatamente preso in custodia da due pattuglie delle forze dell’ordine. Fortunatamente gli aggrediti stanno bene, ma sono rimasti fortemente spaventati».
Romanelli ha poi espresso solidarietà ai titolari del locale: «Un ristorante famoso come il McDonald’s attira ragazzi e famiglie anche dai paesi limitrofi. È un luogo di ritrovo dove i giovani possono intrattenersi anche senza obbligo di consumazione. Per questo mi sento di essere solidale con i gestori, che a fronte di un investimento e di posti di lavoro creati si ritrovano spesso ad accogliere ragazzi maleducati, che avrebbero bisogno di maggiore educazione da parte delle famiglie».

Nel suo intervento il sindaco ha richiamato con forza proprio il ruolo dei genitori: «Le stesse famiglie che magari si disinteressano di dove vadano i propri figli durante il giorno e la notte, salvo poi diventare paladini della giustizia quando le forze dell’ordine bussano alla loro porta, difendendo l’indifendibile».
Romanelli ha quindi affrontato il tema della sicurezza e dei controlli: «Maggiori controlli? Certamente. I carabinieri sono immediatamente intervenuti perché costantemente sul territorio». Ma ha voluto respingere ogni giustificazione legata a presunte fragilità del giovane coinvolto: «Dire che il ragazzo ha problemi mentali o è seguito dai servizi sociali non giustifica che un sedicenne possa avere con sé un’arma. E avrà ancora meno giustificazioni se la famiglia non farà pubblicamente ammenda e non chiederà scusa ai ragazzi aggrediti».
Nel mirino del sindaco anche quello che definisce “falso buonismo”: «Hai sbagliato? Chiedi scusa e ne paghi le conseguenze, senza se e senza ma». In questo senso Romanelli ha ricordato l’introduzione del Daspo urbano: «Fai più volte lo scemo? Ti viene impedito l’accesso a quel locale o a quella attività. È per questo che abbiamo approvato questo strumento».
Il primo cittadino ha inoltre evidenziato come spesso l’azione delle forze dell’ordine non sia accompagnata da sanzioni adeguate: «Le forze dell’ordine si attivano subito e con decisione, la “punizione” da parte della legge non altrettanto. Servono probabilmente leggi più severe e più strumenti per chi garantisce la sicurezza».Infine, Romanelli ha invitato a non trasformare un singolo episodio in una condanna di interi luoghi o attività: «Per un evento spiacevole un luogo non è più considerato sicuro? Se la pensiamo così, allora non dovremmo più uscire di casa. Vediamo eventi spiacevoli? Chiamiamo le forze dell’ordine. Ma torna forte il ruolo delle famiglie, che devono aiutare la società educando nel modo migliore i propri figli».