MANTOVA – Il seminario “Autismo e lavoro” che si è tenuto oggi all’auditorium del Conservatorio “Campiani” di Mantova ha permesso di ripensare l’inclusione lavorativa valorizzando le competenze. Per illustrare le esperienze sul campo ha messo insieme le istituzioni, le cooperative, i servizi per l’inserimento lavorativo e le imprese che nel corso del pomeriggio si sono confrontate sulle opportunità e sulle prospettive dell’inclusione delle persone autistiche nel mondo del lavoro.
Il tutto per favorire l’inserimento occupazionale di persone autistiche dai 16 ai 29 anni attraverso percorsi personalizzati di formazione, accompagnamento e tirocinio. Il punto di riferimento è stato il progetto “Accompagnamento al lavoro di giovani con disturbi dello spettro autistico”, realizzato nel Piano provinciale di Mantova per l’inserimento lavorativo delle persone disabili. Il progetto ha attivato la formazione, 10 tirocini extracurriculari ed ha portato a 8 assunzioni.
Promosso da Mestieri Lombardia sede di Mantova insieme alla cooperativa Speranzasinergie, in collaborazione con Sol.Co. Mantova e la Provincia, il seminario ha dato vita ad un dialogo tra i diversi soggetti coinvolti, con l’obiettivo di valorizzare le esperienze, le competenze e mettere in luce i punti di vista differenti sul rapporto tra autismo e occupazione. Il Campiani ha ospitato un’introduzione e due tavole rotonde. Gli incontri sono stati moderati dal giornalista Fabrizio Binacchi. In apertura sono intervenuti la consigliere provinciale delegata al Lavoro e alla Formazione della Provincia Maria Paola Salvarani, il presidente del consorzio Sol.Co. Mantova Paolo Galeotti e il presidente della cooperativa Speranzasinergie Claudio Bollani.
“Il confronto tra le esperienze di inclusione servono anche per pensare ai nuovi progetti – ha affermato Salvarani -. Questo è un progetto che si è concretizzato ed ha messo in evidenza che il pubblico e il privato in rete possono programmare e rendere possibili alcuni progetti di vita. Dall’ esperienza di ogni singola persona inserita nel mondo del lavoro si possono creare gli aggiustamenti necessari per gli inserimenti successivi. La Provincia di Mantova sta facendo un lavoro molto importante di coordinamento e di collaborazione con altri enti e con le aziende private, ma anche un’attività di profilazione dell’utenza in maniera sempre più specifica garantendo delle prospettive sempre più mirate per l’utenza”.
Nella prima tavola rotonda, dal titolo “Capovolgere le prospettive: un nuovo approccio al lavoro”, dedicata al tema dell’inclusione lavorativa attraverso il contributo dei servizi e delle realtà che operano nel settore, hanno parlato la referente del piano provinciale disabili – servizio collocamento mirato Chiara Sarzi Braga, per la cooperativa sociale Speranzasinergie Laura Delfino e per Mestieri Lombardia, sede di Mantova Marzia Marchioro.
Poi, si è passati alla seconda tavola rotonda, “Le imprese raccontano”, che ha dato spazio alle esperienze aziendali, portando il confronto nel contesto produttivo.Hanno portato il loro contributo la HR Manager Opto Engineering Alessandra Corradini, titolare Tecnomail is Srl Marco Bignotti, il titolare Publika Srl Marco Paini, il responsabile delle risorse umane di Copiaincolla Giovanni Giamboni, la project manager Water & Soil Remediation Srl Sara Rozzoni e il responsabile di Produzione Swisspor Italia Srl Daniele Testa. Le conclusioni sono state affidate a Monica Mussetti, dirigente della struttura “Misure per l’occupazione Giovanile e Collocamento Mirato” di Regione Lombardia.
Dagli interventi è emersa una riflessione sulle modalità con cui costruire percorsi di inserimento lavorativo che devono essere più attenti alle caratteristiche e alle potenzialità delle persone autistiche.
Dal confronto è uscito l’insegnamento che mettere in relazione le esperienze maturate sul territorio può contribuire a individuare approcci e opportunità per rendere il lavoro un contesto sempre più accessibile e capace di valorizzare le differenze individuali. Oltre ai risultati occupazionali, il progetto “Accompagnamento al lavoro di giovani con disturbi dello spettro autistico” ha contribuito a rafforzare la rete territoriale e a sensibilizzare le imprese sulle condizioni necessarie per realizzare inserimenti lavorativi efficaci. Nelle conclusioni, la relatrice ha sottolineato che è importante rafforzare l’affiancamento anche dopo l’assunzione e accompagnare la persona nell’integrazione professionale e relazionale, sostenendo al tempo stesso l’organizzazione e il gruppo di lavoro. L’inclusione lavorativa è un processo che richiede continuità, competenze specialistiche e collaborazione. Quando le capacità individuali incontrano ambienti preparati e disponibili ad adattarsi, il lavoro può diventare una concreta opportunità di autonomia per le persone ed essere un valore aggiunto per le imprese e per la comunità.
Fiorenzo Cariola
















