Autonomia differenziata, via libera in Commissione: il 10 settembre il voto del Consiglio lombardo

Audizione Versalis in Regione. Cappellari:

Nuovo passo avanti per l’autonomia differenziata della Lombardia. Le Commissioni regionali Autonomia e Affari istituzionali, riunite oggi in seduta congiunta a Palazzo Pirelli, hanno approvato a maggioranza la Risoluzione che dà mandato alla Giunta di proseguire il negoziato con lo Stato per l’attribuzione di ulteriori competenze alla Regione. Il provvedimento riguarda i due schemi di intesa definitivi concordati con il Governo prima della pausa estiva. Le materie interessate sono, tra quelle non sottoposte ai LEP, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, alle quali si aggiunge la tutela della salute con riferimento al coordinamento della finanza pubblica.

Il 7 settembre il parere del CAL, il 10 il voto in Consiglio regionale

Il prossimo passaggio è fissato per il 7 settembre, quando è prevista l’acquisizione del parere del Consiglio delle Autonomie Locali. La discussione e il voto finale del Consiglio regionale sono invece in calendario per giovedì 10 settembre. Domani, 3 settembre, si riunirà la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari per definire i prossimi lavori dell’Aula. Il presidente della Commissione speciale Autonomia, Giovanni Malanchini della Lega, ha espresso soddisfazione per un percorso iniziato tre anni e mezzo fa e ormai vicino al passaggio decisivo in Consiglio regionale. “Al netto di tutte le posizioni politiche, intendo ringraziare tutti i commissari per il rapporto di leale e corretta collaborazione che ha caratterizzato questi anni – ha dichiarato -. Il nostro lavoro è stato sempre basato sulla totale trasparenza e sull’apertura al confronto con le minoranze, ritagliando per la Commissione un ruolo del tutto indipendente e autonomo rispetto alla Giunta, a garanzia e tutela della centralità del Consiglio regionale”. Secondo Malanchini, le nuove funzioni consentirebbero alla Lombardia di “rispondere con maggiore tempestività, efficienza e sussidiarietà alle esigenze di cittadini e imprese”.

Respinti l’emendamento di Avs e la petizione contro l’autonomia

Durante la seduta è stato invece respinto a maggioranza l’emendamento presentato da Onorio Rosati di Alleanza Verdi e Sinistra, che chiedeva di valorizzare maggiormente nel testo della Risoluzione i contenuti della sentenza 192 della Corte costituzionale del 2024. Voto negativo anche per la petizione popolare promossa da alcune associazioni, tra cui il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Milano, Libertà e Giustizia e i Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata della Lombardia. La petizione, che aveva raccolto a fine 2025 oltre 1.500 firme attraverso la piattaforma Open Petition, chiedeva al Consiglio regionale di interrompere il percorso.

Le opposizioni: “Iter sbagliato nei metodi e nei contenuti”

Dai gruppi di opposizione sono arrivate forti critiche. Carlo Borghetti, Emilio Del Bono e Gian Mario Fragomeli del Pd, Michela Palestra del Patto Civico e Onorio Rosati di Avs hanno espresso la loro contrarietà alla Risoluzione. Secondo gli esponenti di minoranza, si tratta di “un atto di grave forzatura politica e procedurale” che ridurrebbe il ruolo di indirizzo del Consiglio regionale. Le opposizioni contestano in particolare il richiamo a un percorso avviato nel 2017, ritenuto ormai superato dopo la sentenza della Corte costituzionale e il ridimensionamento delle competenze interessate, passate da 23 a quattro materie. Nel mirino anche il metodo seguito, giudicato troppo accelerato e privo di un adeguato coinvolgimento preventivo degli enti locali. Le minoranze hanno inoltre sollevato perplessità sulle possibili ricadute finanziarie delle nuove funzioni e sulla parte relativa alla tutela della salute. Dopo il voto previsto in Aula il 10 settembre, qualora il Consiglio regionale approvasse definitivamente l’intesa, il testo sarà trasmesso al Governo. Spetterà quindi all’esecutivo predisporre il disegno di legge di approvazione da presentare alle Camere, secondo quanto previsto dalla legge 86 del 2024.