Bagnolo, taglio del nastro per i nuovi ambulatori medici dedicati al dottor Anselmo Riccò

BAGNOLO SAN VITO – Un investimento da 140 mila euro, interamente sostenuto con risorse comunali, per rafforzare la medicina territoriale e offrire ai cittadini una struttura moderna e sicura. Sono stati inaugurati oggi pomeriggio a Bagnolo San Vito i nuovi ambulatori medici comunali di via Cavour, intitolati alla memoria del dottor Anselmo Riccò, storico medico condotto del paese.

La famiglia Riccò davanti alla targa

Una cerimonia molto partecipata dalla cittadinanza che ha visto la presenza del sindaco Roberto Penna, del direttore sanitario di Ats Val Padana Piero Superbi, del comandante della stazione dei Carabinieri Roberto Sandomenico, di don Ceo Dal Borgo e di don Nicola Sogliani, che ha impartito la benedizione, dei rappresentanti dell’amministrazione comunale e dei familiari del medico: i figli Alete e Itala, la nipote Alessandra, figlia di Alete, e gli altri componenti della famiglia Nicola, Miriam, Navid, Carla e Achille. L’intervento ha restituito nuova vita all’edificio comunale di via Cavour 28, trasformandolo in una sede unica per la medicina di base. «Siamo partiti con un preventivo di 70 mila euro – ha ricordato il sindaco Roberto Penna – ma, strada facendo, siamo arrivati a 140 mila euro. Oggi abbiamo una struttura che risponde ai requisiti richiesti anche da Ats e che può essere utilizzata in tranquillità. Abbiamo recuperato uno stabile inutilizzato, restituendogli una funzione importante per tutta la comunità».

Il primo cittadino ha spiegato come la scelta sia nata anche dall’evoluzione della medicina di famiglia. «Un tempo i medici lavoravano spesso nei propri studi o nelle loro abitazioni. Oggi chi arriva sul territorio non sempre dispone di una sede adeguata. Per questo il Comune ha deciso di creare uno spazio moderno a loro disposizione». Penna ha inoltre annunciato che da settembre, dopo il pensionamento della dottoressa Francesca Martani, entrerà in servizio un nuovo medico di medicina generale.

La vicesindaca Irene Bocchi ha illustrato nel dettaglio la nuova struttura. «Questa è stata progettata per poter ospitare fino a tre medici e, se necessario, anche personale infermieristico. Oltre ai tre ambulatori sono presenti una stanza per la segreteria, un bagno per gli utenti e uno riservato ai medici con relativo spogliatoio. Come amministrazione comunale abbiamo inoltre deciso di mettere gratuitamente gli spazi a disposizione dei medici di base per favorire la presenza e il mantenimento del servizio sanitario sul territorio. Il tutto nell’interesse della comunità». Bocchi ha sottolineato anche il valore dell’intervento: «È la prima volta che il Comune realizza una struttura moderna, funzionale e centralizzata pensata per ospitare più medici di medicina generale nello stesso stabile e offrire ai cittadini un servizio più efficiente e organizzato». «Questa struttura rappresenta un ponte tra passato e futuro – ha affermato il direttore sanitario Piero Superbi –. Da una parte ricorda la figura del medico cui è dedicata, dall’altra guarda alle sfide della sanità di oggi. Favorire la disponibilità di una sede moderna significa creare condizioni migliori per attrarre e mantenere i medici sul territorio». Superbi ha ricordato anche il ruolo dell’ente: «Ats si occupa di prevenzione, programmazione sanitaria e sociosanitaria, oltre a svolgere funzioni autorizzative e ispettive. I 140 mila euro spesi dal Comune sono stati investiti bene: hanno permesso di realizzare una struttura sicura, con tutti i requisiti necessari, nella quale cittadini e operatori possano sentirsi tranquilli».

Particolarmente emozionante il momento dedicato al ricordo del dottor Anselmo Riccò, affidato alla nipote Alessandra. «Negli anni Cinquanta essere medico condotto significava molto più che esercitare una professione: significava vivere la medicina come una vera missione. Anselmo era un uomo che conosceva il valore della vita e della sofferenza. Aveva vissuto sulla propria pelle il dramma della durezza della campagna di Russia durante la guerra. Era sempre presente, di giorno e di notte, con il sole o con la nebbia, pronto a raggiungere ogni famiglia non solo per portare una cura, ma anche conforto e speranza. Questo poliambulatorio rappresenta il futuro della sanità locale, ma affonda le proprie radici nei valori più nobili del passato: l’umanità, la dedizione e lo spirito di servizio». La cerimonia si è conclusa con il taglio del nastro, lo svelamento della targa dedicata al dottor Anselmo Riccò e la benedizione impartita da don Nicola Sogliani, che ha invocato che la nuova struttura «diventi un luogo di benedizione e di carità autentica», dove «i medici esercitino con sapienza la loro difficile arte» e «gli ammalati possano recuperare prontamente la salute».