Basso Mantovano, appalti fittizi per tagliare costo del lavoro e false fatture per 8mln: 200 denunciati

SUZZARA – Sulla carta lavoravano per una società, ma a decidere orari, mansioni e compiti era un’altra azienda. In mezzo, contratti che nascondevano una fornitura irregolare di personale e società che non versavano imposte e contributi. È il sistema ricostruito dalla Guardia di Finanza di Mantova al termine di un’indagine della Tenenza del Basso Mantovano di Suzzara: 200 persone denunciate, 133 posizioni lavorative irregolari e oltre 8 milioni di euro di fatture false. I lavoratori erano impiegati nell’agricoltura e nella logistica, mentre gli accertamenti hanno coinvolto anche imprese di altre province e regioni: Emilia, Veneto e altre zone della Lombardia.

Il meccanismo, secondo gli investigatori, permetteva alle aziende che utilizzavano i lavoratori di abbassare illegalmente i costi e ottenere un vantaggio rispetto ai concorrenti che rispettano le regole. Per capire come funzionava bisogna partire dai contratti: un’impresa affidava a una società esterna determinate lavorazioni o servizi. Quest’ultima avrebbe dovuto svolgere l’incarico con una propria organizzazione, dirigendo il personale e assumendosi il rischio economico del lavoro.

Nella realtà, invece, a comandare erano le aziende clienti. Erano loro a organizzare le giornate dei lavoratori, stabilire cosa dovessero fare e impartire le indicazioni tecniche. Alle società che formalmente fornivano il servizio restava soprattutto il compito di emettere le fatture, nella maggior parte dei casi calcolate in base alle ore svolte dal personale.

Quelle società, dunque, secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle non eseguivano un lavoro in autonomia: mettevano semplicemente a disposizione degli addetti. In alcuni casi non avevano una vera struttura, mezzi e capitali propri. Si comportavano come agenzie per il lavoro, ma senza i requisiti e le autorizzazioni necessari.

In altri casi il percorso era più lungo. Tra l’azienda che utilizzava il personale e la società da cui i lavoratori dipendevano comparivano altre imprese intermediarie, che rendevano meno diretto e riconoscibile il rapporto. Alla fine della catena c’erano società, anche cooperative, che fornivano la manodopera e omettevano sistematicamente di pagare imposte e contributi.

È in questo sistema che si inseriscono gli oltre 8 milioni di euro di fatture contestate. Il punto, nella ricostruzione degli investigatori, è che il lavoro veniva svolto, ma i documenti lo presentavano come un servizio affidato a un’impresa autonoma, mentre si trattava di personale messo a disposizione e diretto dall’azienda cliente. I contratti servivano così a dare un’apparenza regolare a rapporti che, secondo la Finanza, regolari non erano. Sono emersi anche casi di contratti d’appalto del tutto fittizi.

Per ricostruire i passaggi, i finanzieri hanno incrociato le informazioni delle banche dati con gli accertamenti sulle strutture aziendali, sui rapporti tra le imprese e sulla loro situazione economica e contributiva. Le verifiche hanno riguardato anche aspetti collegati ai decreti flussi, che regolano gli ingressi in Italia di lavoratori stranieri.

Le conseguenze di questi meccanismi ricadono su più fronti: lo Stato perde entrate, i lavoratori vedono compromesse le proprie tutele e le imprese in regola si trovano a competere con chi risparmia evitando gli obblighi fiscali e contributivi.

L’operazione di Suzzara rientra in un’attività più ampia. Nell’ultimo periodo la Guardia di Finanza di Mantova ha accertato complessivamente oltre mille posizioni lavorative irregolari, per un giro di oltre 24 milioni di euro, e ha svolto più di mille istruttorie per la Prefettura, anche sulla base degli elementi emersi nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Si tratta del bilancio generale dei controlli sulla filiera del lavoro, distinto dai numeri della singola indagine.

Dopo le contestazioni, molti dei soggetti coinvolti hanno già utilizzato le procedure previste per regolarizzare la propria posizione e definire quanto dovuto.