Bertolaso: “Nei pronto soccorso pazienti per non più di 8 ore”

Regione Lombardia fissa un limite massimo di otto ore per il length of stay nei pronto soccorso, ovvero il tempo che può trascorrere tra l’arrivo del paziente e il trasferimento in reparto in caso di ricovero. La decisione arriva dopo il duro richiamo dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ai direttori generali e sanitari degli ospedali lombardi, convocati nei giorni scorsi in una videoconferenza d’urgenza dedicata all’emergenza caldo e al forte aumento degli accessi ai pronto soccorso.
L’ondata di calore delle ultime settimane ha infatti determinato un incremento di circa il 20% degli accessi, mettendo sotto pressione i dipartimenti di emergenza, soprattutto per l’elevato numero di pazienti anziani e fragili.

Per affrontare la situazione, Bertolaso ha messo a punto un nuovo protocollo organizzativo che prevede contatti costanti tra Regione, Ats, Areu e ospedali per monitorare in tempo reale la disponibilità dei posti letto, le situazioni di emergenza e i casi più critici.
Il monitoraggio sarà quotidiano, sette giorni su sette, attraverso due videocollegamenti giornalieri, alle 11 e alle 15.30, ai quali parteciperanno Regione, Areu, Ats, direttori sanitari e responsabili dei pronto soccorso delle strutture pubbliche e private. Ogni ospedale dovrà inoltre individuare un bed manager, incaricato di verificare costantemente la disponibilità dei posti letto e favorire il rapido trasferimento dei pazienti ricoverati dal pronto soccorso ai reparti.
Qualora il limite delle otto ore venga superato, la circolare regionale impone alle aziende sanitarie di riequilibrare l’attività programmata con quella d’urgenza, adottando tutte le misure necessarie per riportare i tempi di permanenza entro la soglia fissata.

Tra le principali novità figura anche l’obbligo, entro 24 ore, di attivare in ogni ospedale o Casa di Comunità collegata un Cold Spot, un punto di prima valutazione clinica affidato a un infermiere dedicato. La struttura dovrà accogliere i pazienti che si presentano autonomamente o inviati dalla guardia medica, con l’obiettivo di filtrare gli accessi impropri ai pronto soccorso e alleggerire la pressione sui dipartimenti di emergenza, particolarmente sotto stress durante il periodo di caldo intenso.

Forti polemiche sono seguite alla video conferenza tra l’assessore e i dirigenti della sanità. Quello che avrebbe dovuto essere un incontro operativo sul piano anti-caldo si è infatti trasformato in un duro richiamo ai vertici delle aziende sanitarie. Nel mirino dell’assessore come detto è finito soprattutto il fenomeno del boarding, cioè la permanenza dei pazienti sulle barelle del pronto soccorso per molte ore, se non addirittura giorni, in attesa di un posto letto disponibile. Bertolaso ha annunciato l’invio degli ispettori delle Ats per verificare il rispetto degli standard organizzativi e ha chiesto un monitoraggio specifico per capire quanti pazienti raggiungano il pronto soccorso senza essere stati indirizzati dal medico di medicina generale o da uno specialista.
L’assessore ha inoltre ribadito ai manager sanitari la propria insoddisfazione per i risultati raggiunti nella gestione dei pronto soccorso, avvertendo che il rinnovo degli incarichi dei direttori generali, previsto a fine anno, non potrà essere considerato automatico.

Marco Carra:”Bertolaso deve risolvere i problemi non addossarli a chi non ha colpe”

Il consigliere regionale mantovano del Pd Marco Carra intanto è intervenuto sulla vicenda dichiaranto: “E’ una sorta di scarica barile da parte dell’assessore che appare davvero molto stucchevole. I problemi deve risolverli, non addossarli a chi colpe non ne ha, in particolare sui medici. A questo proposito esprimo solidarietà ai medici e a tutto il personale infermieristico e sanitario sostenendo con forza il loro lavoro in condizioni molto difficili, di emergenza, come si sta rivelando questa dovuta al caldo, così pure ai dirigenti delle Asst per questi attacchi insensati di Bertolaso nei loro confronti.  Se la gestione dei Pronto Soccorso non è migliorata, e se nel mezzo dell’emergenza caldo, anzi, peggiora, l’assessore prenda in mano la situazione e trovi soluzioni, la responsabilità è sua”.