MANTOVA – L’assemblea provinciale di tutte le categorie della Cgil questa mattina al Mamu si è aperta con un video che ha ripercorso la storia dell’organizzazione sindacale, che compie 120 anni. Sotto i riflettori le origini, le fasi salienti, le protagoniste e i leader che si sono alternati nel tempo, le sfide del futuro tra diritti, pace, partecipazione e democrazia.
All’appuntamento hanno partecipato 440 delegati. Molti interventi hanno richiamato la “Via Maestra”, la manifestazione nazionale che si terrà a Roma sabato 17 ottobre contro le ingiustizie e per difendere la Costituzione.
Su questi temi le categorie stanno organizzando assemblee nei luoghi di lavoro e nelle piazze per raccogliere il mandato dei lavoratori e sostenere la piattaforma del nuovo modello contrattuale e le richieste urgenti su sicurezza, salario e salute.
A Roma la Cgil porterà oltre cento associazioni e molte realtà della società civile che hanno aderito all’evento. Numerosa anche la delegazione mantovana che raggiungerà la capitale.
Orezzi: «A Roma porteremo le esigenze e la sofferenza del territorio»
«In autunno – ha sottolineato il segretario provinciale Michele Orezzi – sul nostro territorio siamo concentrati sulle crisi industriali. Mantova soffre l’assenza di politiche industriali da parte di questo Governo. Il 17 ottobre, oltre alla piattaforma sui salari e alle rivendicazioni sulle pensioni, sui diritti e sulla casa, mettiamo insieme le esigenze e la sofferenza del territorio».
«La crisi in Lombardia è a macchia di leopardo e lo è anche nella nostra provincia – ha proseguito –. Le maggiori preoccupazioni riguardano i tavoli aperti al ministero dell’Industria. Sono quattro, tra questi le due aree industriali più importanti della provincia, quella del petrolchimico di Mantova e quella dell’Iveco di Suzzara. Abbiamo il fiato sospeso rispetto a due tavoli ministeriali che sono impantanati. Su questi temi abbiamo convocato l’assemblea dei delegati perché vogliamo coinvolgere tutto il gruppo dirigente nei luoghi di lavoro. Per noi il 17 ottobre è un innesco: partiremo da Mantova in più di cinquecento e vogliamo far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, le nostre priorità al Governo e a tutte le forze politiche».
Anche la segretaria della Cgil Lombardia Valentina Cappelletti è intervenuta durante l’assemblea. «Dedichiamo tutta la nostra attenzione alla tutela e sulla difesa del lavoro e delle retribuzioni e delle pensioni – ha sottolineato – Le tensioni internazionali si stanno scaricando ormai negli ultimi anni direttamente sul potere d’acquisto di chi vive del proprio lavoro e della propria pensione. Tutto ciò è intollerabile. I beni primari, quelli che servono per avere un tetto sulla casa, per muoversi, per andare a lavorare, per mandare i figli a scuola, per curarsi, si sono trasformati in beni di mercato e sono oggetto di speculazione. Questa cosa sta impoverendo ulteriormente le persone i lavoratori e coloro che vivono di reddito fisso a vantaggio non soltanto dei profitti ma anche delle rendite. In tutta Europa ormai si sta costruendo un movimento che dice in maniera molto chiara che non siamo disposti ad essere distratti dalle politiche protezionistiche o dalle politiche di guerra rispetto alle urgenze che tutti noi viviamo tutti i giorni. Queste urgenze devono fare la differenza anche per le domande che noi poniamo alla politica.
Colleoni: «Difendere la Costituzione, contrastare precarietà e disuguaglianze»
«Siamo di fronte a una torsione autoritaria in Italia, così come in Europa e nel mondo – ha commentato il segretario provinciale Spi Cgil Ferdinando Colleoni –, con una verticalizzazione del potere. Occorre salvaguardare i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, a partire dalla pace, contro la conversione della nostra economia in un’economia di guerra, per un fisco realmente progressivo, per un welfare pubblico e universalistico, per la riconversione ambientale del nostro sistema produttivo, per il lavoro e la creazione di occupazione di qualità, per dare una risposta all’emergenza salariale e contrastare la precarietà. Inoltre, vogliamo combattere le disuguaglianze e i divari territoriali, difendere la nostra democrazia costituzionale e rilanciare la partecipazione popolare».
Fiorenzo Cariola















