Nella gara per la concessione dell’A22 del Brennero, oltre ad Autobrennero, attuale gestore, è stata segnalata la richiesta dell’accesso di quattro grandi gruppi: Gavio, gli spagnoli di Abertis, Sacyr-Doglian e Aspi mentre sembra che Autostrade per l’Italia e A4 Holding non saranno più in gioco. Ma al momento sono solo manifestazioni di interesse, non è detto che poi venga effettivamente presentata un’offerta. Mastodontico il piano degli investimenti, da quasi 10 miliardi per 50 anni di concessione.
Al Mit, solitamente, servono tra i 15 e i 30 giorni per istituire la Commissione per la valutazione dei requisiti, e visto le imminenti festività probabilmente il tutto slitterà all’anno nuovo. Ad un anno dalla pubblicazione del bando, avvenuta il 31 dicembre 2024, si è chiusa quindi solamente la fase preliminare di gara.
Massima l’attenzione anche da parte delle organizzazioni sindacali che con il bando in ritardo e senza clausole sociali temono per le sorti dei circa mille lavoratori coinvolti.
Le clausole servono proprio a tutelare i lavoratori nel passaggio tra un concessionario all’altro con il nuovo datore di lavoro che dovrebbe rispettare il contratto nazionale.
“Come Filt Cgil Mantova siamo in perfetta linea con quanto chiesto dalla Cgil di Trento” – commentano – “Chiediamo l’applicazione delle clausole sociali per i lavoratori di A22 affinchè gli assegnatari della nuova concessione garantiscano la continuità occupazionale per tutte le lavoratrici e i lavoratori riferiti alle attività lavorative continuative, ordinarie e accessorie in essere nella concessione alla data di subentro, esistenti in conseguenza della presenza dell’infrastruttura pubblica autostradale e ad essa connesse, quale che ne sia la forma giuridica”.
Non sempre nei bandi per le concessioni vengono inserite le clausole sociali, da qui la preoccupazione delle organizzazioni sindacali per il futuro dei lavoratori.
I FATTI
Era rimasto tutto bloccato fino al 30 novembre in attesa del pronunciamento della Corte di giustizia europea sul diritto di prelazione, ma poi il bando per l’A22 è stato riaperto senza aspettare la sentenza e per soli 5 giorni. Nella missiva spedita al Ministero, ci sarebbe un “superiore interesse pubblico” legato al potenziamento, all’ammodernamento dell’asse strategico europeo che collega il Nord Italia al cuore dell’Europa.
L’A22 d’altronde non è una tratta qualsiasi con i suoi 314 chilometri, infatti, rappresenta il principale corridoio stradale attraverso le Alpi che collega la Pianura Padana e l’Autostrada A1 con l’Austria e la Germania. Il suo traffico medio giornaliero di circa 43.000 veicoli da qui la rilevanza logistica e l’attrattiva economica.
Lo stop che aveva spinto la concessionaria controllata dal Ministero dell’Economia (Aspi ex Benetton) a presentare un ricorso alla Corte ritenendo illegittimo e troppo favorevole all’attuale concessionario il diritto di prelazione contenuto nel bando di gara presentato dall’attuale concessionario in project financing da 10 miliardi dalla società Autostrade del Brennero Spa, aveva assicurato ad Autobrennero una nuova proroga, ora la procedura è stata riavviata, ma prima o poi dovrà fare i conti con il giudizio europeo, secondo cui devono essere garantiti i principi di concorrenza e trasparenza nell’assegnazione della concessione.












