MANTOVA – Lodevole iniziativa del Consorzio Agrituristico Mantovano: la riscoperta e la riproposta, in termini di assaggio, dei meloni antichi nostrani. Dagli esemplari che sembrano zucche a quelli dal gusto che ricorda la banana o l’ananas. Appuntamento, quindi, domani mattina tra gli stand del mercato contadino di Borgochiesanuova per una degustazione dedicata ai meloni di una volta, nell’ambito delle attività di tutela della biodiversità agricola. Sarà un’occasione per riscoprire sapori e profumi che hanno fatto parte per decenni della tradizione agricola padana e che oggi, grazie al lavoro di pochi produttori e all’impegno del Consorzio, da anni in prima fila nel sostegno ai contadini custodi e nel recupero di varietà locali a rischio di scomparsa, stanno tornando a essere conosciuti e valorizzati.
Il Consorzio è d Protagonisti dell’iniziativa saranno il Melone Rospo, il Ramparino, il Banana di Lentigione e il Melone Ananas, tutti coltivati dall’azienda agricola Ca’ Vecchia di Valter Cavalli, con sede a Valle di Casalmaggiore. L’azienda produce esclusivamente con metodo biologico da oltre quarant’anni e dedica un ettaro alla coltivazione del melone. Da alcuni anni ha avviato un progetto di recupero di queste varietà tradizionali, un tempo molto diffuse nella Pianura Padana e poi progressivamente abbandonate a favore di ibridi più produttivi e meglio adattati alle esigenze del mercato. Tra le varietà in degustazione ci sarà il Ramparino, riconoscibile per la polpa bianco-verdastra e il gusto delicatamente dolce, particolarmente adatto alla preparazione di gelati e creme. Il suo nome deriva dall’abitudine della pianta di arrampicarsi sui sostegni e sui capanni accanto ai quali veniva seminata. Diffuso soprattutto a nord del Po e nel Rodigino, è stato coltivato fino ai primi anni Settanta, prima di lasciare spazio a varietà più resistenti alle malattie e più performanti.
Ed ancora, il Melone Rospo è invece facilmente riconoscibile per l’aspetto che ricorda una zucca. Ha un sapore leggermente piccante e si presta ad abbinamenti insoliti, soprattutto con piatti a base di carne, ma può essere utilizzato anche nei minestroni. Nei primi decenni del Novecento era la varietà di melone più diffusa nel territorio viadanese. Il Banana di Lentigione deve il nome alle leggere note aromatiche che richiamano il frutto tropicale. Un tempo veniva consumato anche per le sue proprietà dissetanti, ma la ridotta conservabilità ne ha determinato il progressivo abbandono. La sua coltivazione era storicamente limitata all’area tra Brescello e Sorbolo, oggi si è estesa in aziende agricole della pianura reggiana. Completa la rassegna il Melone Ananas, varietà di origine africana caratterizzata da un profumo che ricorda l’ananas e particolarmente apprezzata nella preparazione di gelati e dessert.


















