Dai tortelli di zucca al risotto alla pilota, dagli agnolini alla sbrisolona, passando per la mostarda e il salame mantovano. La tradizione gastronomica mantovana, con il suo patrimonio di ricette, prodotti e saperi tramandati di generazione in generazione, trova un nuovo strumento di valorizzazione nella legge approvata oggi dal Consiglio regionale della Lombardia. Il provvedimento, dedicato alla promozione della cucina tipica lombarda, riconosce alla gastronomia un ruolo importante non soltanto nella tutela dell’identità culturale dei territori, ma anche nello sviluppo economico, nella ristorazione e nell’attrattività turistica.
Una legge che guarda dunque anche a Mantova, dove la cucina è un patrimonio che continua a rappresentare un elemento distintivo del territorio, capace di creare valore lungo tutta la filiera, dall’agricoltura alla trasformazione dei prodotti, fino alla ristorazione e al turismo.
Un marchio regionale, il mese della cucina tipica e il registro delle De.Co.
Tra le principali novità introdotte dalla normativa figurano il marchio regionale «Cucina Tipica Lombarda», destinato agli esercizi di ristorazione che propongono stabilmente ricette tradizionali e prodotti del territorio, e l’istituzione del «Mese della cucina tipica lombarda», con iniziative dedicate alla promozione delle specialità regionali.
Previsti anche un Comitato tecnico regionale, incaricato di individuare le ricette e i prodotti simbolo della tradizione, e un Forum della cucina lombarda, che coinvolgerà istituzioni, professionisti, scuole alberghiere e associazioni. Un ruolo importante sarà riservato anche alle Pro Loco, alle sagre e alle realtà che contribuiscono a mantenere vive le tradizioni gastronomiche locali.
Tra le novità anche l’istituzione di un registro regionale delle De.Co., le Denominazioni Comunali, che permetterà di censire e valorizzare le specialità riconosciute dai singoli Comuni. Uno strumento di particolare interesse per il Mantovano, dove si contano circa 45 De.Co. distribuite in 30 Comuni.
Bulbarelli e Cappellari: «La cucina mantovana, un patrimonio da valorizzare»
A sottolineare le opportunità del provvedimento è Paola Bulbarelli, consigliera regionale di Fratelli d’Italia e firmataria della legge.
«La Lombardia compie un passo importante nel riconoscere il valore della propria tradizione gastronomica. In questo, Mantova dimostra quanto questo patrimonio possa raccontare una comunità e sostenere l’economia locale. Valorizzare le nostre eccellenze significa dare forza a chi produce, creare nuove occasioni per le imprese e consegnare alle generazioni future un’identità viva, capace di guardare al futuro».
Bulbarelli evidenzia soprattutto il legame tra le tradizioni gastronomiche e il tessuto produttivo del territorio: «Con questa legge vogliamo dare maggiore visibilità a un patrimonio che rappresenta la nostra identità e sostiene un’intera filiera».
Sulla stessa linea Alessandra Cappellari, consigliera regionale della Lega, che richiama la ricchezza delle specialità locali e il ruolo delle tradizioni nella promozione del territorio.
«Questa legge rappresenta un’opportunità straordinaria anche per la provincia di Mantova. Il nostro territorio vanta una cultura enogastronomica ricchissima e antica, fatta di ricette uniche, prodotti tipici d’eccellenza e una straordinaria passione tramandata di generazione in generazione. Dai tortelli di zucca agli agnoli, fino al salame tipico e i dolci come la sbrisolona, ogni piatto mantovano racconta la storia, il lavoro e l’anima della nostra terra».
Carra: «Bene il registro delle De.Co., ma servono più risorse»
Soddisfazione per l’approvazione della legge arriva anche dal consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carra, che rivendica in particolare l’accoglimento della propria proposta di istituire il registro regionale delle Denominazioni Comunali.
«Sono soddisfatto che la mia proposta di istituire un Registro regionale per le De.Co., cioè i piatti tipici dei Comuni (Denominazione Comunale), sia stata assunta dalla maggioranza nell’ambito della proposta di legge in materia di valorizzazione della cucina tipica lombarda approvata oggi in Consiglio regionale», dichiara Carra.
Il registro, aggiornato annualmente e consultabile liberamente online, consentirà di avere un quadro delle specialità riconosciute nei diversi territori, favorendone la conoscenza e la promozione.
«Noi lavoreremo perché questa legge che abbiamo condiviso e approvato possa essere irrobustita sul piano finanziario. 250mila euro a sostegno della cucina tipica lombarda sono risorse non particolarmente rilevanti, mentre per sostenere le attività che svolgono i Comuni, le associazioni di volontariato e le Pro Loco per promuovere le De.Co. c’è bisogno di più risorse».
Beduschi: «Risposta per valorizzare territorio e cucina della Lombardia»
«Con il progetto di legge approvato oggi in Consiglio regionale sulla valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda, Regione Lombardia aggiunge un altro tassello nella difesa di un patrimonio fatto di cultura, tradizione, tipicità, agricoltura e legame col territorio e le proprie comunità». Così l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Lombardia, Alessandro Beduschi che sottolinea come questo provvedimento rappresenti un ulteriore passo avanti, anche per la promozione dei prodotti tipici e della cultura agricola e alimentare lombarda dopo la Dichiarazione di Mantova e la missione ad Atene.
Coldiretti: «Valorizzare tutta la filiera, dal campo alla tavola»
Un giudizio positivo arriva anche da Coldiretti Lombardia, che individua negli agricoltori i primi custodi delle tradizioni gastronomiche e dell’autenticità delle produzioni locali. Per l’organizzazione agricola, la nuova legge rappresenta un’opportunità per rafforzare il legame tra produzioni agricole, ristorazione e consumatori, valorizzando le materie prime del territorio e le filiere corte.












