CURTATONE – “I cittadini devono sapere cosa non va nei conti del Comune”. A dirlo è la capogruppo di minoranza Sabina Emiliani che contesta il fatto che giovedì sera non sia stata data parola all’opposizione sull’argomento.
“Il 27 agosto – si legge in una nota – il Consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria a seguito della pronuncia con cui la Corte dei conti ha esaminato la gestione finanziaria del Comune e disposto che il sindaco ne informasse il Consiglio. La Corte ha inoltre richiesto la trasmissione della deliberazione con cui il Consiglio avrebbe preso atto della pronuncia. Che cosa è accaduto invece in aula? Il Presidente del Consiglio ha consentito alla capogruppo di opposizione Sabina Emiliani un intervento esclusivamente sulla procedura. Sulle criticità finanziarie indicate dalla Corte dei conti non è stato consentito alcun dibattito tra i consiglieri e non vi è stata alcuna votazione sulla presa d’atto della pronuncia”.
“Ci dispiace che i cittadini presenti in sala o collegati da casa non abbiano potuto assistere a un confronto consiliare sul contenuto del documento della Corte e sulle questioni finanziarie evidenziate”, afferma la capogruppo Emiliani, che ha presentato un formale richiamo al Regolamento e una mozione d’ordine, chiedendo quale fosse la base normativa dell’esclusione di qualsiasi intervento dei consiglieri. “Nel Regolamento del Consiglio comunale di Curtatone, infatti, non risulta una disposizione che stabilisca che, quando un argomento viene qualificato come “comunicazione” o “presa d’atto”, ai consiglieri sia vietato intervenire. La maggioranza ha tuttavia confermato quella impostazione, respingendo il richiamo e la mozione d’ordine con 11 voti contrari e 5 favorevoli e confermando così una procedura che escludeva il dibattito”.
“Curtatone, peraltro, non è l’unico Comune della provincia – prosegue la nota – destinatario di pronunce della Corte dei conti. In altri Comuni, tra cui Porto Mantovano, Solferino e Viadana, pronunce analoghe sono state trattate con modalità diverse da quelle adottate a Curtatone: risultano infatti interventi dei consiglieri nel merito delle criticità finanziarie, confronti in aula e, nei diversi casi, dichiarazioni di voto e votazioni consiliari sulla presa d’atto. Questo dimostra che non esiste una prassi univoca che imponga di escludere il voto e, soprattutto, il dibattito consiliare: la scelta adottata a Curtatone non era quindi obbligata, ma frutto di una precisa scelta politica della maggioranza. Il Consiglio comunale non può essere ridotto a un luogo nel quale un atto viene semplicemente comunicato ai consiglieri impedendo loro di esprimersi sulla base di una generica “prassi”, tanto più quando altri Comuni della stessa provincia hanno seguito modalità differenti”.
“Difendere le prerogative del Consiglio – conclude la nota – significa difendere anche il diritto dei cittadini a conoscere ciò che avviene nelle sedi istituzionali e a sapere quale sia realmente la situazione finanziaria del proprio Comune. Perché quando si parla di entrate non riscosse, residui, equilibri di bilancio e gestione delle risorse pubbliche, si parla dei soldi dei cittadini. Il gruppo consiliare di minoranza dichiara che avrà cura di informare direttamente la cittadinanza sul contenuto della pronuncia della Corte dei conti e sulle criticità finanziarie in essa evidenziate”.
Sull’argomento interviene anche il Circolo del Partito Democratico di Curtatone: “Riteniamo che queste osservazioni debbano essere accolte con serietà e senso di responsabilità. Una gestione sempre più attenta, efficiente e trasparente delle risorse pubbliche non rappresenta soltanto un adempimento tecnico, ma una condizione essenziale per garantire ai cittadini servizi migliori e risposte più efficaci ai bisogni della comunità. Per questo auspichiamo che l’Amministrazione comunale recepisca le indicazioni della Corte dei Conti e metta in campo tutte le azioni necessarie per migliorare la programmazione e il controllo delle risorse”.

















