Depuratore del Garda, Pollini (M5S): “Nella Comunità del Garda la trasparenza non è di casa”

Depuratore del Garda, deciderà il commissario

MILANO – “Il 10 maggio scorso ho depositato presso il protocollo della Comunità del Garda una richiesta di accesso atti, per ricevere copia del famoso e tanto discusso “documento unitario” sul progetto di depurazione e collettamento dei comuni gardesani. Documento che, a detta della Presidente Gelmini, avrebbero firmato tutti i Sindaci soci della Comunità.
Ad oggi, e dopo un sollecito, non abbiamo ancora ricevuto nulla. Nemmeno una comunicazione di diniego. Nel mio accesso agli atti non mi sono limitata a chiedere il documento, ma anche copia dell’atto di convocazione dell’assemblea dei soci con l’ordine del giorno e il verbale dell’assemblea dal quale dovrebbe risultare la presenza e la votazione dei punti all’ordine del giorno” – a dirlo è Paola Pollini, Consigliera regionale M5S Lombardia.
La Pollini si interroga sul perchè di così tanta puntigliosità ” Semplicemente per il fatto che l’indomani della pubblicazione della notizia della firma unanime di quel documento, alcuni sindaci hanno rilasciato dichiarazioni dove negavano non solo di non aver mai firmato tale documento, ma nemmeno di essere stati in assemblea e di aver ricevuto notifica di convocazione”.
Da qui la richiesta alla Presidente Gelmini affinchè pubblichi tutta la documentazione al fine di dimostrare la correttezza del suo operato e dell’ente che rappresenta.
“Ho già atteso abbastanza per una risposta che sono convinta non arriverà mai – conclude la Pollini – per questo scriverò al Prefetto di Brescia, perché intervenga in prima persona nella speranza che ottenga ciò che finora è stato negato alla sottoscritta: trasparenza. Nel merito della vicenda del depuratore, la prossima settimana ascolteremo in Commissione regionale Ambiente i rappresentanti del Comitato 9 agosto e dell’Associazioni che amano il fiume Chiese e il lago d’Idro”.