Ecosistema Urbano 2026, Mantova prima in Italia per qualità ambientale

MANTOVA – Mantova è prima in Italia per qualità ambientale urbana. La città conquista la vetta della 33ª edizione di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che confronta le prestazioni ambientali di 106 capoluoghi di provincia.
Con un punteggio dell’81,29%, Mantova supera Trento, seconda, scambiandosi la posizione con il capoluogo trentino rispetto alla precedente edizione. A completare il podio è Bolzano, mentre alle sue spalle si collocano Cremona, Reggio Emilia e Bergamo.

Sette piazzamenti tra le prime dieci

Il primato mantovano si accompagna a sette presenze nella top ten dei singoli indicatori. La città si distingue in particolare per zone a traffico limitato, piste ciclabili e alberi in città: tre ambiti che contribuiscono al risultato complessivo e mettono in evidenza il ruolo della mobilità sostenibile e del verde urbano.
La classifica prende in esame venti indicatori, distribuiti in sei aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, verde urbano ed energia. Il punteggio finale restituisce quindi una valutazione che comprende diversi aspetti della gestione ambientale e dei servizi cittadini.

I punti di forza

Mantova eccelle in alcune tra le categorie prese in esame dal rapporto. La città virgiliana si piazza al secondo posto nazionale per quanto riguarda le Ztl (metri quadri ogni cento abitanti), dove al primo posto c’è Rimini e al terzo Pisa, e terza per quanto riguarda le piste ciclabili (metri ogni cento abitanti), dove si piazza dietro a Reggio Emilia e Cremona, e per il numero di alberi, sempre pro capite. Mantova è nella top ten anche per altre voci: ottava per isole pedonali (superficie stradale pedonalizzata per mq per abitante), nona per dispersione della rete idrica e per solare pubblico (potenza installata in KW su edifici pubblici ogni mille abitanti), decima per quanto concerne la raccolta differenziata.

I punti deboli

Per contro, Mantova si piazza nelle retrovie in altre categorie. Se non fa più notizia l’87esimo posto nella classifica del Pm10 – al quale si aggiunge il 70esimo per il Pm2,5, il 63esimo per il biossido di azoto e il 45esimo per l’azoto, quasi tutti indicatori in peggioramento rispetto all’anno scorso -, balza all’occhio l’82esima posizione per quel che riguarda il consumo del suolo, con un coefficiente bassissimo (5%). Altro punto debole è la mobilità: la città si piazza 67esima per offerta di trasporto pubblico e 64esima per passeggeri del trasporto pubblico, due voci che si intersecano e condizionano l’una con l’altra. Negativa anche la voce della motorizzazione individuale, che cresce ben oltre la media regionale (640 auto / 1000 ab.) passando in un solo anno da 660 a 690.

Murari: “crescita e sostenibilità ambientale non sono in contraddizione”

Questa mattina il sindaco Andrea Murari e l’assessore all’Ambiente Davide Provenzano hanno partecipato a Roma, allo Spazio Sette Libreria, alla presentazione rapporto, prendendo parte alla premiazione. “La classifica di Ecosistema Urbano è sempre uno stimolo a migliorare, perché è molto rigorosa dal punto di vista scientifico e permette di confrontarsi anche con le altre città. Negli ultimi 11 anni i nostri parametri sono sempre migliorati, il che significa che i tanti investimenti che abbiamo fatto hanno dato risultati concreti. Arrivare primi rappresenta un risultato ancora più di valore per un capoluogo che sta al centro della pianura padana, dove la qualità dell’aria resta un’emergenza, anche se all’interno di una traiettoria di miglioramento. L’aspetto che sottolineo con più orgoglio è che Mantova è un Comune che sta crescendo, sia come popolazione che come imprese, a dimostrazione del fatto che crescita e sostenibilità ambientale non sono in contraddizione”, è il commento del Sindaco Andrea Murari, che è anche intervenuto come relatore durante il dibattito.

I numeri del Comune

Pur confermando una qualità dell’aria non proprio ottimale, come spesso capita alle città padane, fanno notare da via Roma, c’è un evidente miglioramento nei giorni di superamento dei limiti per l’ozono che scendono dai 39 della passata edizione ai 25 di quest’anno. Buoni numeri legati alla percentuale di rifiuti avviati a riciclo dove Mantova è decima assoluta con oltre l’80% (83%) di raccolta differenziata, mentre cala anche il monte complessivo di rifiuti prodotti che pur rimanendo elevato scende dai 541 kg/ab annui della passata edizione agli attuali 522. Le perdite della rete idrica restano stabilmente al di sotto del 20% (17% quest’anno) e Mantova è decima assoluta in questo indice. Aumentano i passeggeri trasportati dal servizio di tpl che si fermano a 57 contro i 53 della passata edizione e fanno si che Mantova si piazzi quinta assoluta tra le piccole città. Infine, rispetto alle passate edizioni si dimezza la variazione quinquennale del suolo consumato che scende dagli 11 metri quadrati procapite nel periodo 2018-2023 ai 5,2 del periodo 2019-2024.

La graduatoria nazionale

Alle spalle delle prime tre, la presenza di Cremona al quarto posto e Bergamo al sesto porta a tre le città lombarde nelle prime sei posizioni, insieme a Mantova.
All’estremo opposto della graduatoria si trova Napoli, 106ª con il 30,80%, in arretramento di tre posizioni rispetto allo scorso anno. A precederla, risalendo dal fondo, sono Reggio Calabria, Palermo e Catania.

“Anche quest’anno la Lombardia è protagonista delle classifiche di Ecosistema Urbano,” conferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Mantova supera le virtuose Trento e Bolzano, e le città lombarde sono tutte, tranne Monza, entro la metà della classifica. Nella sostanza, la realtà è però quella di città ancora troppo rivolte al passato. Gli effetti della crisi climatica accelerano, e le cittadine e i cittadini attendono risposte che arrivano troppo lentamente. Se non si adatta l’ambiente urbano alla crisi climatica si aumentano i rischi per la salute e l’aumento delle disuguaglianze. Serve sicuramente un maggiore coordinamento tra i Comuni, ma soprattutto una strategia regionale che valorizzi gli sforzi delle amministrazioni”.