FELONICA (SERMIDE E FELONICA) – Dopo mesi di lavori e di attesa, riaprirà il 23 aprile il Museo della Seconda guerra mondiale del fiume Po di Felonica, chiuso dallo scorso 3 novembre per consentire l’adeguamento sismico di Palazzo Cavriani. Una riapertura attesa non solo dal territorio, ma anche dai tanti appassionati e studiosi che negli anni hanno reso la struttura un punto di riferimento a livello nazionale.
A confermarlo è il direttore e curatore del Museo, Simone Guidorzi, che esprime soddisfazione per il traguardo raggiunto e annuncia le novità già in fase di allestimento: «È in corso il riallestimento della struttura, che presenterà alcuni cambiamenti e sarà arricchita da una nuova collezione di materiale tedesco, composta in particolare da divise donate da un collezionista».
I lavori di ageduamento sismico
L’intervento, che ha interessato lo storico Palazzo Cavriani, è stato finalizzato al rafforzamento strutturale dell’edificio, già segnato dal terremoto del 2012. Pur non essendo mai stato dichiarato inagibile, il palazzo infatti necessitava di un miglioramento sismico legato sia alla sua età sia alle tecniche costruttive. I lavori hanno riguardato in particolare gli elementi portanti e hanno portato anche alla realizzazione di un giunto sismico, utile a separare il complesso dall’adiacente edificio della biblioteca. Un intervento significativo anche dal punto di vista economico: il costo complessivo ha raggiunto i 973mila e 500 euro, finanziati dalla Struttura commissariale di Regione Lombardia con fondi nazionali per la ricostruzione.
Museo sempre più attrattivo: allo studio l’ampliamento
Il Museo, negli ultimi anni, ha registrato una crescita costante di visitatori, attirando pubblico da molte province grazie a una collezione ritenuta tra le più rilevanti in Italia per quanto riguarda il secondo conflitto mondiale. Proprio in quest’ottica si inserisce anche un più ampio progetto di rilancio e ampliamento, che punta a rafforzarne ulteriormente il ruolo. L’idea, già emersa nei mesi scorsi, è quella di mantenere il Museo nella sede attuale di Palazzo Cavriani, affiancandogli però in futuro uno spazio aggiuntivo: un capannone dove esporre in modo permanente i circa 100 mezzi storici di proprietà, oggi visibili solo in occasioni sporadiche. L’obiettivo è renderli sempre accessibili al pubblico e inserirli in un circuito dimostrativo, sulla scia dei più avanzati modelli museali internazionali.
















