GONZAGA – Duro affondo del gruppo di opposizione “Gonzaga in Testa” all’indirizzo dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Elisabetta Galeotti, all’indomani dello stop all’evento natalizio GonzagAtavola e della mancata apertura del Caffè Teatro.
La cancellazione di GonzagAtavola e il mancato avvio del Caffè Teatro certificano il totale fallimento politico e programmatorio della Giunta Galeotti», attaccano dai banchi della minoranza. «Il commercio e la cultura di Gonzaga non meritavano questo duplice schiaffo a ridosso della stagione invernale».
Lo stop a GonzagAtavola e il nodo luminarie
Secondo i consiglieri di “Gonzaga in Testa”, l’annullamento della manifestazione enogastronomica e le criticità relative all’allestimento delle luminarie natalizie sono la diretta conseguenza di una carenza di visione e coordinamento da parte del Comune:«La rinuncia a GonzagAtavola e il blocco dei fondi per le luminarie da parte dei commercianti sono il risultato di un’assenza totale di regia. Trincerarsi dietro scuse burocratiche o conflitti tra associazioni è uno scaricabarile inaccettabile: le manifestazioni natalizie si pianificano con mesi di anticipo, non certo alla vigilia dell’inverno».
Lo stallo del Caffè Teatro
Preoccupazione viene espressa dall’opposizione anche per le vicende legate allo storico presidio culturale cittadino alla vigilia dell’avvio di stagione del 28 novembre: «A pochi giorni dal debutto, la rinuncia dell’ingaggio da parte del gestore lascia il polo culturale privo del suo hub socio-culturale. Parliamo di un progetto strategico da 935.000 euro che ora, per miopia amministrativa e assenza di tutele preventive, si trova sbarrato in una disperata corsa contro il tempo».
Interrogazione urgente in Consiglio comunale
Il gruppo consiliare annuncia la presentazione di un atto ispettivo per fare chiarezza sulla gestione delle due vicende: «Esprimiamo totale solidarietà a commercianti, volontari e cittadini traditi da questa gestione. Presenteremo un’interrogazione urgente: il Sindaco venga in aula a spiegare le ragioni dell’immobilismo che sta dividendo, isolando e spegnendo la nostra comunità».
















