Gonzaga in Testa chiede il ritiro del regolamento rurale per fermare i ricorsi

da sinistra: Accorsi, Ostelli, Bertoni, Magnani

GONZAGA – Un appello per azzerare lo scontro e ripartire dal dialogo. Durante una conferenza stampa convocata presso il suo studio legale, la capogruppo di opposizione Marcella Bertoni, affiancata dai consiglieri Matteo Magnani, Eleonora Ostelli e Marco Accorsi, ha analizzato la crisi scaturita dall’approvazione del nuovo regolamento sul paesaggio rurale.

Secondo il gruppo “Gonzaga in Testa”, la situazione attuale è il risultato di quindici anni di mancata programmazione urbanistica. La capogruppo Bertoni è stata netta nel denunciare quella che definisce una “miopia politica” dell’amministrazione: «Sosteniamo che aver negato per un intero anno l’esistenza di un problema di salute pubblica e di eccessiva concentrazione di capi negli allevamenti sia stato un grave errore. Questa incapacità di ascolto ha spinto la maggioranza ad approvare un regolamento in fretta e furia, scatenando una pioggia di ricorsi».

Per uscire dal “muro contro muro” tra istituzioni e associazioni, l’opposizione propone una strategia in tre punti:

  1. Ritiro immediato del Regolamento per la salvaguardia del paesaggio rurale come segnale di apertura.
  2. Ritiro dei ricorsi da parte delle categorie e delle istituzioni per evitare danni economici alla comunità.
  3. Tavolo di lavoro unitario per condividere strumenti e regole che tutelino contemporaneamente ambiente, salute e imprese familiari.

La soluzione definitiva, secondo Gonzaga in Testa, non risiede in regolamenti isolati ma nella redazione di un nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio). «Serve un organo di sintesi che favorisca le imprese a carattere familiare rispetto a quelle industriali, integrando nuove tecnologie per ridurre gli inquinanti. Inoltre — conclude Bertoni — è indispensabile realizzare l’acquedotto di Palidano, infrastruttura primaria per la tutela della salute in un territorio messo a dura prova».

E il consigliere Matteo Magnani ha aggiunto: “Sbagliato approvare il regolamento e poi proporre di creare la commissione agricoltura. Non sono stati ascoltati i pareri degli allevatori che erano pronti a presentare le loro osservazioni mache si sono trovati di fronte al fatto compiuto”.

L’obiettivo dichiarato è quello di porre le basi per una “dialettica responsabile”, dove la tutela della produzione d’eccellenza locale non entri in conflitto con il diritto alla salute dei cittadini.