MANTOVA – Il fronte del “no” mantovano esulta per la vittoria al referendum costituzionale. Anche se nel complesso in provincia di Mantova è il “sì” a spuntarla, non mancano eccezioni quali la città e i comuni dell’hinterland.
Grande soddisfazione per il risultato viene espressa da Gianlorenzo Franceschini e da Valeria Monti, rispettivamente segretario e presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) di Mantova che dichiarano: “Riteniamo che vi sia stata un’ottima risposta della cittadinanza a livello nazionale, a dimostrazione di quanto il tema della giustizia sia sentito e di come i cittadini si siano mostrati fortemente legati alla Costituzione e ai valori di cui è portatrice nella sua attuale formulazione. Non ci siamo mai sottratti alle critiche e non lo faremo mai. Come Anm locale siamo aperti e disponibili al confronto con l’avvocatura e con le altre istituzioni del territorio. Abbiamo sempre criticato con fermezza il metodo con cui si è arrivati a questa riforma, ritenendo che il principio cardine per modificare la Costituzione debba essere quello di garantire la più ampia condivisione possibile”.
A parlare è anche Giorgio Bassi a nome del Comitato Avvocati per il No di Mantova:
“accogliamo con particolare favore l’esito del Referendum costituzionale con la vittoria del “no” alla riforma della Costituzione. Un risultato importante, che premia anche il diffuso lavoro svolto dai diversi colleghi del Comitato avvocati per il no sul territorio nella divulgazione delle ragioni a sostegno del “no” alla riforma. Pur a fronte del tecnicismo della materia, la gente ha saputo ben cogliere le vere finalità della riforma ponendosi in difesa della Costituzione, riconoscendosi nei valori che avevano ispirato i nostri padri e madri costituenti. Un segnale importante quello della partecipazione al voto e in particolare quello degli elettori di giovane età, un segnale di riconquistata fiducia nei valori della Costituzione repubblicana, dell’ordinamento democratico e dei fondamentali istituti di democrazia diretta. È stata sconfitta, con il voto popolare, la prepotenza di chi pensava di attuare una riforma costituzionale come se si trattasse di un decreto legge, senza una vera e approfondita discussione parlamentare”.
“È un risultato straordinario – afferma la deputata del Pd Antonella Forattini – con il quale gli italiani mandano un messaggio forte e chiaro al Governo: la Costituzione antifascista non si tocca. Alla propaganda autocelebrativa, arrogante e scorretta del centrodestra, i cittadini hanno risposto con una partecipazione al voto che non si vedeva da tempo e con la bocciatura di una riforma che avrebbe consentito alla maggioranza di far saltare l’equilibrio dei poteri e di procedere spedita verso il premierato. La narrazione meloniana non regge più, perché non è sostenuta da autorevolezza, credibilità e risultati concreti, ma piuttosto da pericolose ambiguità sia sul fronte interno che internazionale. Mi auguro che sia iniziata la fase del disincanto che, come Partito Democratico, cercheremo di portare avanti con tutto l’impegno possibile, anche a livello locale. Il dato provinciale evidenzia che c’è ancora molto lavoro da fare ma emergono indicazioni in controtendenza da realtà importanti, penso in particolare ai comuni di Porto Mantovano, Curtatone e Borgo Virgilio”.
“Sono molto, molto felice – dice da parte sua il Consigliere regionale del Pd Marco Carra – perché è stato respinto il disegno autoritario della destra, un disegno pericoloso che andava a colpire la nostra democrazia liberale attaccandone uno dei principi fondamentali: la separazione dei poteri che i padri costituenti hanno individuato ottant’anni fa. I cittadini e le cittadine del nostro Paese non vogliono che la loro Costituzione antifascista venga scassinata, ma al contrario vogliono che venga attuata. Il segnale più importante ricevuto è quello che è arrivato dai giovani, che sono stati determinanti per la vittoria del “no”, e credo che questo sia un segnale di grande speranza per l’Italia. A questo punto io credo che noi sbaglieremmo se pensassimo di aver già vinto le elezioni politiche, ma questo è un segnale importantissimo che ci affida una nuova responsabilità che è quella di costruire nel migliore dei modi l’alternativa alla destra, sia a livello nazionale che a livello provinciale. Sono particolarmente soddisfatto del risultato che abbiamo ottenuto nel mio Comune, Pegognaga, sia in termini di affluenza visto che è stato tra i paesi con la più alta affluenza al voto, sia in termini di risultato per il “no” visto che siamo al vertice dei consensi in provincia di Mantova”.
“La vittoria schiacciante del “no” nella fascia 18-34 – afferma da parte sua Lorenzo Bassi, mantovano e Presidente del Consiglio Nazionale Studenti Universitari (CNSU), consegna un dato chiaro: le persone giovani hanno interesse nella cosa pubblica e non si lasciano convincere dalla propaganda populista. La campagna referendaria fin dal suo inizio ha cercato di mettere all’angolo il suo più grande avversario, non permettendo ai fuorisede di votare, ma questo non ha impedito ai giovani di far sentire la loro voce, e così molto chiaramente rimettiamo la nostra fiducia nei genitori costituenti e nella Costituzione stessa, che è stata frutto di compromesso e dialogo tra le parti che l’attuale Governo non è disposto a fare nell’assetto autoritario che lo caratterizza. Dagli incontri informativi alle campagne social, penso sia importante riconoscere il grande ruolo svolto dai giovani in questo referendum al di là del voto: a dispetto di chi ci descrive come disinteressati ci siamo e la nostra voce conta, siamo tanti e siamo stufi di una politica che non ci considera seriamente”.
















