CASALOLDO – Primo Isonni, Amelio Baraldi, Giovanni Martinelli: tre nomi restituiti alla memoria- Sono tre dei 53 Internati Militari Italiani che il 20 settembre prossimo riceveranno a Mantova, dalle mani del Prefetto Roberto Bolognesi, la Medaglia d’Onore conferita dal Presidente della Repubblica. Una data che non è stata scelta a caso: dallo scorso anno il 20 settembre è la Giornata dell’Internato Militare Italiano, perché fu proprio in quel giorno del 1943 che Hitler mutò lo status giuridico di centinaia di migliaia di soldati italiani catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre, trasformandoli da prigionieri di guerra in Internati Militari. Un cambio di nome apparentemente burocratico, in realtà una scelta cinica e calcolata: sottraendoli alla Convenzione di Ginevra, si toglieva loro anche l’assistenza della Croce Rossa, riducendoli a manodopera schiava del Reich.
Furono uomini che, dopo l’armistizio, si trovarono davanti a una scelta durissima: aderire alla Repubblica Sociale Italiana, tornare in Italia a combattere a fianco dei repubblichini e dei nazifascisti, oppure restare prigionieri, patire la fame e il lavoro forzato, ma non tradire la propria coscienza. Isonni, Baraldi e Martinelli scelsero la seconda strada. Fu una resistenza silenziosa, senza armi, fatta di un rifiuto e di una fedeltà a se stessi: la prima forma di resistenza, quella passiva, che avrebbe aperto la strada alla Resistenza attiva dei partigiani. Isonni fu catturato in Jugoslavia e internato nello Stalag 3D a Berlino, Baraldi fu catturato a Bressanone e internato nello Stalag 1B, in Polonia, Martinelli fu catturato a Rovereto e internato in Germania. Tutti e tre tornarono a casa solo nell’agosto del 1945, dopo due anni di prigionia volontaria.
I loro nomi sono stati ritrovati grazie al lavoro dell’Associazione Combattenti e Reduci di Casaloldo e all’impegno del presidente Gian Agazzi. Alla cerimonia saranno presenti anche i sindaci dei tre Comuni dove oggi risiedono i figli di questi Internati Militari, i quali hanno presentato ad Agazzi la richiesta di onorificenza: il Comune di Castel Goffredo per Isonni, il Comune di Solferino per Martinelli e il Comune di Ceresara per Baraldi. Una presenza istituzionale che testimonia come questo lavoro di memoria non conosca confini comunali, ma unisca l’intero territorio in un unico gesto di riconoscenza.
Con queste tre nuove medaglie si arriva per i Combattenti di Casaloldo a 111: 61 riguardano famiglie di Casaloldo, le altre appartengono ai paesi di tutto il circondario. Un numero che, anno dopo anno, cresce: ormai da un decennio l’Associazione Combattenti e Reduci di Casaloldo si impegna con crescente attenzione e dedizione per restituire questa memoria alle famiglie mantovane, facendo del proprio meglio perché nessun nome vada perduto. Un lavoro lungo, paziente, fatto di ricerche d’archivio dei ruoli matricolari, di ricostruzioni di vite militari, di domande inoltrate alla Presidenza della Repubblica – tutto completamente gratuito.
Perché il bene, quando è vero, si fa senza chiedere nulla in cambio. Non ci sono compensi che valgano il sorriso di una famiglia che, dopo ottant’anni, vede riconosciuto il sacrificio di un padre, di un nonno, di uno zio mai raccontato abbastanza. E Casaloldo non percorre la strada del risarcimento economico per gli IMI. I soldi spetterebbero ai discendenti e non a chi ha veramente patito, i soldi si spendono e si dimenticano; la memoria, invece, resta, e resta per sempre.

















