Il prof. aggredito: “Costola e mano fratturate. Giovani e famiglie sembrano fuori controllo”

VIADANA – Una frattura alla mano destra, una costola incrinata e 21 giorni di prognosi, ma la scorza dura del rugbista l’ha aiutato ad evitare il peggio. È ancora dolorante Giulio Teveri, 42 anni, presidente dell’associazione Love Generation e responsabile della pista di pattinaggio di Guastalla, vittima sabato 3 gennaio di una violenta aggressione dopo aver fatto allontanare alcuni ragazzi per comportamenti pericolosi all’interno dell’impianto.

«Era un gruppo di ragazzini che si comportava male – racconta Teveri – li abbiamo richiamati più volte perché spingevano, lanciavano pezzi di ghiaccio e mettevano in pericolo gli altri, soprattutto i bambini. Alla fine, verso le 19, siamo stati costretti ad allontanarli». Una decisione presa per garantire la sicurezza, che però ha innescato una reazione del tutto insensata e folle.

Una volta usciti dalla pista, i ragazzi si sono radunati all’esterno con atteggiamenti intimidatori. «Poi hanno chiamato rinforzi da casa – prosegue – ed è arrivato un genitore, insieme ad altri figli: tra gli aggressori c’erano altri maggiorenni». Quella che è stata una vera e propria spedizione punitiva si è poi consumata all’interno della struttura, nella zona bar, poco prima dell’arrivo dei carabinieri di Guastalla.

Il primo a partire è stato proprio il genitore intervenuto: «Mi hanno aggredito in più persone, colpendomi anche in modo codardo alle spalle – spiega – ho riportato una frattura alla mano destra e una costola rotta. Per fortuna non erano armati. Non so neanch’io come, ma sono riuscito a difendermi».

L’episodio è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria: sono scattate le denunce e tutti i soggetti coinvolti, compresi i minorenni, sono già stati identificati. «Sono stato ascoltato dai carabinieri di Guastalla, sono informati su tutto. Le immagini delle telecamere chiariranno ogni passaggio».

Al di là delle ferite fisiche, resta l’amarezza per un clima che Teveri (che ieri era già tornato al Palaghiaccio) definisce sempre più difficile da gestire. «Questo è l’esempio che alcuni adulti danno ai loro ragazzi. Noi organizziamo eventi sul territorio da anni. Ma situazioni come questa ti fanno riflettere se abbia ancora senso continuare: a volte sembra che la comunità stia impazzendo, con ragazzi incontrollabili e famiglie che, invece di educarli, danno loro man forte».

Un paradosso, se si considera il suo impegno quotidiano proprio sul fronte educativo: Teveri è insegnante di ruolo di meccanica all’Istituto Sanfelice, ed è istruttore in palestra. «Nelle scuole cerchiamo di combattere il bullismo con incontri e professionisti, insegnando il rispetto delle regole e delle persone. Poi però fuori succedono episodi come questo, che lasciano sgomenti».