Il vescovo Marco Busca: “l’ambiente è la nostra casa comune, servono nuovi modelli di sviluppo”

MANTOVA – “Aree umide, uno scrigno di biodiversità, un polmone per l’umanità”: questo il titolo del convegno che si è tenuto questa mattina nella sede del Parco del Mincio che ha visto un’ampia partecipazione. Un’iniziativa voluta dal Parco del Mincio con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di Regione Lombardia per valorizzare il ruolo svolto dagli ambienti caratterizzati dalla compresenza di acqua e terra, particolarmente diffusi all’interno dell’area protetta. Dalle Valli del Mincio alla Vallazza, dalle Paludi di Ostiglia ai Complessi morenici di Castiglione delle Stiviere e Castellaro Lagusello.
Impossibile non fare riferimento all’enciclica di Papa Francesco, laudato si, dove si dice che “un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale”.
Da qui l’appello ad adottare nuovi modelli di sviluppo è arrivato dal Vescovo di Mantova, Marco Busca: “l’ambiente è la nostra casa comune, che tutti dobbiamo tutelare. La tecnologia legata alla finanza non vede la complessità dei legami di uno sguardo ecosistemico, la tossicità del profitto speculativo deve essere sostituita da un paradigma di ecologia integrale”.
Francesca De Cesare, dirigente struttura Parchi e Aree Protette di Regione Lombardia, ha evidenziato l’impegno di Regione per il miglioramento delle aree protette esistenti, per il loro ampliamento e per l’istituzione di nuove aree, a partire dalle istanze che devono provenire dai territori.
Il convegno ha preso in esame anche le declinazioni concrete del connubio tra tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile. Nicola Baraldi, CEO di Iridenergy Srl, ha illustrato un progetto di start up, elaborato in collaborazione con il Parco, basato su una tecnologia innovativa in grado di utilizzare le biomasse organiche, composte dai sedimenti e dalla vegetazione invasiva sfalciata nelle Valli e nel lago Superiore, per la produzione di biochar da impiegare in agricoltura e per la generazione di energia rinnovabile.
“La nuova normativa sui crediti di carbonio volontari” ha evidenziato il presidente del Parco del Mincio, Maurizio Pellizzer “rende vantaggioso anche per il mondo agricolo il mantenimento delle aree umide”.
I docenti universitari Luca Adami, del Dipartimento Ingegneria Civile e Ambientale Università di Trento, e Aldino Bondesan, Dipartimento Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità Università di Padova, hanno analizzato le caratteristiche ecologiche, i fattori di minaccia e il ruolo che le aree umide svolgono nel contrasto ai cambiamenti climatici, in particolare per la capacità di cattura dell’anidride carbonica, cinque volte superiore alle foreste.
Il valore culturale delle aree umide e l’impegno sociale per l’ambiente sono stati descritti da Luigi Maione, Governatore Rotary Distretto 2050, e Sara Giglioli, FAI Mantova.
Introdotti dal Presidente Pellizzer, i lavori si sono aperti con i saluti degli assessori regionali Giorgio Maione e Gianluca Comazzi, Adriana Nepote, assessore del Comune di Mantova, e Carlo Bottani, presidente della Provincia.

Nel video l’intervista al presidente del Parco del Mincio, Maurizio Pellizzer e al Vescovo di Mantova, Marco Busca.