Giustizia riparativa, in 20 a fare gli street tutor per vigilare su parchi e punti critici. Una decina in città

MANTOVA – Sottoscritto stamattina in Prefettura il protocollo d’intesa per l’attuazione del progetto di sicurezza partecipata “Street Tutor”. Saranno 20 le persone che coadiuveranno le polizie locali (e in città i servizi ambientali di Aster), sul territorio dei tre Comuni che per ora hanno aderito (Mantova, Curtatone e Bagnolo San Vito), nella vigilanza di alcuni punti in particolare. A svolgere questa attività saranno coloro che verranno destinati ad un percorso di giustizia riparativa. In città, ad esempio, dovrebbero venire impiegate una decina di persone, adeguatamente formate, che daranno un supporto alla vigilanza dei parchi del capoluogo (dal Parco Te fino a tutti gli altri) o che saranno di supporto presso gli attraversamenti pedonali, specialmente in coincidenza dell’uscita dalle scuole, o semplicemente verranno dislocati in alcuni punti particolari della città, che verranno individuati successivamente, a seconda delle esigenze.

Il documento, elaborato su impulso del Prefetto di Mantova Gerlando Iorio, d’intesa con il Direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna – UEPE Antonella Salvan, si propone come strumento in più per dare la possibilità di compiere percorsi di giustizia riparativa, col coinvolgimento di diretto dei Comuni. Il duplice obiettivo è quello richiamare i destinatari di tali misure al significato della legalità e della cultura del bene pubblico; dall’altro lato, di fornire un aiuto alle Polizie Locali nei servizi di sicurezza stradale e nell’osservazione dei fenomeni di degrado urbano. Ed è quest’ultimo l’aspetto di maggiore novità dell’iniziativa, su cui vi sono le maggiori aspettative in termini di concorso nell’attuazione delle politiche di sicurezza urbana e di monitoraggio delle aree di aggregazione giovanile che presentano qualche criticità.

Alla sottoscrizione hanno preso parte, oltre al Prefetto di Mantova, il Vicepresidente della Provincia di Mantova Massimiliano Gazzani, l’Assessore Iacopo Rebecchi per il Comune di Mantova, il Sindaco Roberto Penna per il Comune di Bagnolo San Vito, l’Assessore Sofia Pantani per il Comune di Curtatone, il Presidente del Tribunale di Mantova Massimo De Luca, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Mattia Amadei e la Vicepresidente dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada Silvia Frisina.

La finalità del documento – redatto sulla base dei contributi forniti da tutte le Amministrazioni e gli Enti coinvolti – è quella di offrire ai beneficiari valutati idonei per l’inserimento nei progetti, ulteriori possibilità di impiego in servizi di pubblica utilità, sotto la direzione dei Comandi di Polizia Locale dei Comuni coinvolti. L’accesso ai progetti di reinserimento, infatti, sarà subordinato alla valutazione espletata dall’UEPE in sede di definizione del programma trattamentale riservato ad ogni singolo utente che abbia chiesto l’ammissione ai percorsi di giustizia riparativa disciplinati nel protocollo sottoscritto, consistenti in attività non retribuita a favore della collettività.

I Comuni ed i Comandi di Polizia Locale, tenendo in considerazione le specificità di contesto e le proprie competenze istituzionali, avranno cura di delineare le azioni più utili per favorire l’inserimento dei destinatari delle misure, concorrendo all’attuazione del progetto individuale: tale progetto prevederà l’affiancamento dei beneficiari agli operatori di Polizia Locale, previa formazione, per coadiuvarli sia nell’espletamento di attività ausiliarie ai servizi di sicurezza stradale, in particolare presso gli attraversamenti pedonali, che nell’osservazione del territorio, permettendo di ampliare la rete di monitoraggio.

L’individuazione delle aree in cui attuare il protocollo, così come ogni eventuale successiva modifica, dovrà essere, in ogni caso, condivisa preventivamente in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

L’Associazione Familiari e Vittime della Strada contribuirà attivamente con ogni iniziativa di sostegno utile all’attuazione del protocollo, mettendo da subito a disposizione del progetto 20 persone come “Street tutor” per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, fornendo agli stessi gli elementi di riconoscibilità (abbigliamento catarifrangente riportante la dicitura “assistente pedonale” / “street tutor”) e l’eventuale attrezzatura funzionale al servizio da espletare.

Presso la Prefettura di Mantova è stato istituito un tavolo di lavoro dedicato alla programmazione, al coordinamento, al monitoraggio ed alla valutazione delle attività progettuali attraverso l’organizzazione di costanti e regolari incontri tra tutti i soggetti sottoscrittori del protocollo in un’ottica di collaborazione ed integrazione.
Il Prefetto di Mantova ha ringraziato tutte le parti che hanno contribuito alla stesura del documento, ribadendo l’importanza di attivare strumenti che siano in grado di conciliare le esigenze del territorio, nello specifico quelle inerenti la sicurezza urbana e quella stradale, con iniziative concrete di pubblica utilità, atte a valorizzare in quanti si siano resi autori di reati la comprensione delle implicazioni sociali e relazionali dei fatti illeciti commessi. Il Prefetto ha sottolineato come per la prima volta venga ampliata la gamma delle modalità di
impiego dei beneficiari di percorsi riparativi per ricomprendere, tra l’altro, il monitoraggio delle aree e dei luoghi più critici di aggregazione giovanile.
Soddisfazione, inoltre, è stata espressa dai rappresentanti delle Amministrazioni e dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada” per aver creato un’opportunità importante per il territorio, arricchendo le misure di comunità previste nel quadro dei percorsi di giustizia riparativa.