In quattrocento nel nome dell’antifascismo: “siamo qui per non farci dividere dall’odio”

MANTOVA – “No pasarán!”. Lo ripete più volte, dal palco allestito nei Giardini di viale Piave, la Presidente dell’Anpi provinciale Paola Longari. Il risultato, almeno per oggi, è già stato raggiunto: il corteo neofascista è stato vietato, rimane solo la manifestazione in piazza Virgiliana. Il vecchio grido di resistenza, però, guarda oltre il contingente: si rivolge al futuro prossimo, al dovere democratico di arginare le destre che cercano di prendersi le piazze.

Il senso delle circa quattrocento persone che si ritrovano in un clima di festa, ma anche di preoccupazione, è soprattutto in queste poche parole ribadite al microfono. “Abbiamo scalato a mani nude, come Anpi, la montagna del referendum – dice Longari – e sicuramente faremo in modo che queste persone che parlano di “remigrazione” non riconquistino, come desiderano loro, quartiere dopo quartiere, Mantova e tutte le città. Il nostro deve essere un lavoro unitario, per fare in modo che tutti quanti insieme, con le organizzazioni che si sono riunite e che devono continuare a rimanere unite, continuiamo in questo lavoro imperterrito”.

L’appello era partito in prima istanza dalla Cgil di Mantova: “ci sono due significati dell’essere qua oggi – afferma il Segretario provinciale Michele Orezzi – il primo di festeggiare il fatto che la nostra città non ospiterà un corteo di persone extra muros che vengono a fare una passerella portando in giro i loro valori anticostituzionali di odio e xenofobia; il secondo è che abbiamo difeso – oggi con questa piazza, domenica e lunedì scorso nell’urna – la Costituzione antifascista. Oggi è una festa ed è una risposta per sottolineare che Mantova rimane una città democratica e antifascista insieme a tutte le associazioni e le comunità che hanno dato l’adesione all’evento di oggi”.

Tra i presenti, come promesso, anche il Sindaco Mattia Palazzi con la fascia tricolore. “Le istituzioni devono stare dalla parte giusta – spiega – ovvero dalla parte di quelli che sono i valori e i principi della nostra Costituzione. Non è la parte politica ovviamente, è la parte che dice che le nostre comunità non si devono far dividere dall’odio, dal razzismo, da forme estremiste. Io sono qua perché dall’altra parte ci sono movimenti neofascisti che nulla hanno a che fare con la nostra Costituzione e che seminano messaggi di paura. Noi dobbiamo stare con le persone che hanno più bisogno, e con le persone che hanno bisogno ci devi stare tenendoti insieme”.