Mantova, violenza sulle donne: 90% dei casi riguarda partner. Le segnalazioni da italiane occupate

MANTOVA – Circa novanta richieste di aiuto nell’ultimo anno, arrivate attraverso telefonate, email e messaggi WhatsApp, di cui 62 prese effettivamente in carico. Sono i numeri registrati nel 2025 da Telefono Rosa Mantova, il Centro antiviolenza gestito da operatrici volontarie che offrono alle donne ascolto, sostegno e strumenti per uscire dalla spirale della violenza.
Alla vigilia dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, a tracciare un bilancio dell’attività è Eleonora Ghisi, una delle volontarie del Centro.
«Nel 2025 il 60% delle donne che si è rivolto a Telefono Rosa Mantova era di nazionalità italiana e aveva un’occupazione. Le situazioni segnalate riguardano soprattutto violenze psicologiche, fisiche e casi di stalking. In tutti i casi il primo passo è sempre l’ascolto: cerchiamo di capire insieme alla donna quale sia il modo più adeguato per intervenire e per aiutarla».
L’attività del Centro si articola poi in diversi livelli di supporto, a seconda delle esigenze emerse nei singoli casi. «Per 45 donne è stato necessario attivare un supporto psicologico, mentre per 25 si è reso necessario anche l’accompagnamento legale. In alcune situazioni sono stati attivati entrambi i servizi», prosegue la volontaria. Ci sono stati anche 5 o 6 casi per i quali si è resa necessaria un’assistenza sul fronte abitativo”.

Un dato che emerge con chiarezza riguarda l’identità degli autori delle violenze. Nel 90% dei casi si tratta del partner, del coniuge o di ex compagni, mentre sono molto più rari i casi in cui la vittima non conosce il proprio aggressore. «Solo in una situazione ci è stato segnalato uno stalking da parte di uno sconosciuto, mentre un paio di casi hanno riguardato comportamenti persecutori da parte di amici, colleghi o conoscenti», precisa Ghisi.
Lo stalking, aggiunge la volontaria, può manifestarsi anche in relazioni molto brevi. «Spesso si registra anche tra persone che si sono frequentate per poco tempo».

Negli ultimi tempi, tuttavia, si registra anche un elemento positivo: una maggiore consapevolezza da parte delle donne. «Sempre più spesso – conclude Ghisi – quando una donna comprende di avere a che fare con un uomo violento o con uno stalker decide di chiedere aiuto. Lo vediamo anche tra le ragazze più giovani. Noi le accompagniamo offrendo il supporto necessario, nelle diverse forme che ogni situazione richiede, ma lasciamo sempre alle donne la piena libertà di decidere quali scelte compiere e quali comportamenti adottare nei confronti della persona che ha procurato loro violenza».