Si chiude con una condanna definitiva uno dei casi di cronaca giudiziaria più discussi degli ultimi anni. La Corte di Cassazione ha confermato la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour, nel Cuneese, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’assalto alla sua attività. Respinto il ricorso della difesa, la Suprema Corte ha reso definitiva la sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino nel dicembre 2025.
Secondo quanto stabilito dai giudici, al momento degli spari non sussistevano più i presupposti della legittima difesa, poiché i rapinatori avevano ormai lasciato la gioielleria e stavano tentando di allontanarsi. Viene così confermata la ricostruzione sostenuta dalla Procura fin dall’inizio dell’inchiesta: il pericolo era cessato e la reazione armata non poteva essere considerata una risposta immediata all’aggressione.
La vicenda risale al 28 aprile 2021, quando tre uomini armati fecero irruzione nella gioielleria di Roggero. Dopo averli affrontati all’interno del negozio, il commerciante li inseguì all’esterno e sparò con una pistola regolarmente detenuta. I colpi raggiunsero Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino, che morirono, mentre Alessandro Modica rimase ferito.
Per la Procura si trattò di un duplice omicidio volontario e di tentato omicidio, contestazione accolta dai giudici di merito. In primo grado, nel dicembre 2023, la Corte d’Assise di Asti aveva condannato Roggero a 17 anni di reclusione, riconoscendo alcune attenuanti ma escludendo la legittima difesa. La pena era stata poi ridotta in appello a 14 anni e 9 mesi, decisione ora confermata in via definitiva dalla Cassazione.
Nelle motivazioni depositate dalla Corte d’Assise d’Appello nei mesi scorsi, i giudici avevano evidenziato che mancava il requisito dell’attualità del pericolo, previsto dall’articolo 52 del Codice penale. I rapinatori, infatti, avevano già abbandonato il negozio e stavano tentando di fuggire in automobile, circostanza che rendeva non applicabile la causa di giustificazione della legittima difesa.
La Cassazione ha inoltre confermato il risarcimento in favore dei familiari delle due vittime, per un importo complessivo di 780 mila euro. Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, Roggero ne avrebbe già versati circa 300 mila.
La sentenza mette fine a un lungo iter giudiziario durato oltre cinque anni, ma non chiude il dibattito che il caso ha alimentato nell’opinione pubblica e nel mondo politico sul tema della legittima difesa. Subito dopo la decisione della Suprema Corte, il vicepremier Matteo Salvini ha definito la condanna «profondamente ingiusta» e ha annunciato l’intenzione di promuovere un appello al Presidente della Repubblica affinché venga concessa la grazia al gioielliere.

















