Missile contro una base italiana in Iraq. Il petrolio oltre i 100 dollari

Il conflitto in Medio Oriente si allarga verso l’Iraq. La base militare italiana a Erbil è stata colpita mercoledì sera da un missile. Lo ha confermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, spiegando che non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato l’attacco e ha fatto sapere di aver parlato con l’ambasciatore italiano in Iraq. Paese che ha sospeso le operazioni portuali dopo l’attacco a due petroliere che ha causato la morte di un membro dell’equipaggio e almeno 38 feriti.

Intanto il prezzo del Brent del Mare del Nord, il benchmark globale per il petrolio, è salito sopra i 100 dollari al barile, nonostante la messa in vendita di ingenti scorte per scongiurare una carenza globale. Intorno alle 03:00 GMT (le 4 in Italia), il prezzo del Brentè salito del 9,3% a 100,50 dollari al barile, mentre il WTI, il benchmark statunitense, ha raggiunto i 94,92 dollari, in rialzo dell’8,8%, secondo quanto riporta Afp. L’intervento adottato dalle principali potenze sul mercato pare che non sia riuscito a rassicurare gli investitori sulle forniture, interrotte dalla guerra in Medio Oriente.I paesi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia metteranno a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio per compensare la perdita di approvvigionamento dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz nel Golfo”, ha annunciato Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell’agenzia per l’energia dell’OCSE. Questa decisione è stata presa all’unanimità mercoledì dall’istituzione, i cui membri includono 32 paesi, tra cui il G7 (Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Canada), oltre ad Australia e Messico. Gli Stati Uniti, importanti consumatori e produttori di petrolio greggio, contribuiranno con 172 milioni di barili, pari al 40% delle loro riserve. I barili americani arriveranno gradualmente sul mercato nell’arco di circa tre mesi.