MANTOVA – Un confronto operativo sulla sicurezza del territorio e un approfondimento sul funzionamento del Numero Unico di Emergenza 112 sono stati al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina in Prefettura. Il prefetto Roberto Bolognesi ha ricevuto il comandante della Legione Carabinieri “Lombardia”, generale di Divisione Giuseppe De Riggi, accompagnato dal comandante provinciale dell’Arma, colonnello Pancrazio Dario Vigliotta.

Il colloquio ha rappresentato un momento di verifica sull’efficacia dei servizi di controllo del territorio recentemente rimodulati dai comandi dei Carabinieri nei diversi ambiti della provincia mantovana. Un’analisi tecnica, ma anche strategica, volta a valutare l’impatto delle nuove disposizioni operative sulla prevenzione dei reati e sulla percezione di sicurezza da parte dei cittadini.
Particolare attenzione è stata riservata al contrasto della criminalità predatoria – furti in abitazione, colpi ai danni di esercizi commerciali e altri episodi che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle comunità locali – rispetto alla quale l’Arma continuerà a mettere in campo operazioni mirate. Non si esclude, dove necessario, il ricorso a contingenti di rinforzo per rafforzare ulteriormente la presenza sul territorio e garantire una risposta ancora più tempestiva ed efficace.
L’incontro si è inserito nel contesto del “112 Day”, la Giornata europea dedicata al Numero Unico di Emergenza, occasione utile per fare il punto sulla piena funzionalità operativa del NUE 112 per quanto riguarda le competenze dell’Arma dei Carabinieri e, più in generale, sull’intero sistema lombardo.
I DATI MANTOVANI DI AREU: IL BOOM DI INTERVENTI A DICEMBRE
Guardando nel dettaglio i dati 2025 riferiti alla provincia di Mantova, emerge con chiarezza il peso delle richieste indirizzate ai diversi enti di soccorso: oltre 82mila le chiamate complessive. I Carabinieri si confermano il principale riferimento sul territorio, con 26.972 chiamate complessive nell’arco dell’anno: un dato che evidenzia un andamento sostanzialmente costante, con una crescita nei mesi estivi – tra giugno (2.465), luglio (2.469) e agosto (2.387) – e un nuovo incremento nel bimestre finale, fino alle 2.502 chiamate di novembre. La Polizia di Stato registra 8.781 chiamate, con un picco tra giugno e agosto e una flessione a fine anno. Significativo anche il dato dei Vigili del Fuoco, 5.022 interventi complessivi, concentrati soprattutto tra primavera ed estate, periodo in cui si superano stabilmente le 600 chiamate mensili tra giugno (616) e agosto (640). Resta però l’emergenza sanitaria a rappresentare la quota più rilevante: 41.541 chiamate complessive, con una media mensile superiore alle 3.400 richieste e un picco a dicembre (4.112), a conferma di come la componente sanitaria continui a incidere in modo determinante sul volume complessivo delle attivazioni del 112 in ambito provinciale.
Il 112, attivo in tutta l’Unione Europea dal 1991 e operativo in Italia dal 2010, rappresenta oggi un’infrastruttura essenziale per la gestione delle emergenze. In Lombardia – prima regione a sperimentarlo – il sistema ha gestito, dal 2010 a oggi, circa 60 milioni di chiamate, con una media di 5 milioni l’anno e oltre 14mila al giorno. Il tempo medio di risposta si attesta sui cinque secondi, dato che conferma l’elevato standard di efficienza raggiunto.
Il meccanismo è basato sulle Centrali Uniche di Risposta (CUR), che filtrano le chiamate inappropriate, localizzano con precisione chi contatta il servizio – anche attraverso l’app “Where Are U” – e smistano in tempo reale la richiesta all’ente competente: Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Emergenza sanitaria o altri organismi. Il sistema garantisce inoltre assistenza multilingua e strumenti dedicati, come la chat per le persone sorde.
In Lombardia le CUR sono tre – Varese, Milano e Brescia – e proprio quest’ultima è competente anche per la provincia di Mantova (e gestisce pure le province le province di Brescia, Cremona, Lodi, Pavia, e Sondrio), nel 2025 ha ricevuto 1.316.301 chiamate. Nel solo 2025 le centrali lombarde hanno ricevuto quasi 4,9 milioni di chiamate, di cui oltre 2,3 milioni inoltrate agli enti di soccorso. I Carabinieri si confermano tra i principali destinatari delle richieste, con oltre 739mila chiamate, assieme all’Emergenza sanitaria con 1,1 milioni di interventi attivati, 347mila invece per la Polizia, 144.293 ai vigili del fuoco, quasi 12mila alla Polizia Locale, 410 alla Capitaneria di Porto e oltre 13mila ad altri enti.
A livello nazionale, sono attualmente operative 24 Centrali Uniche di Risposta, interconnesse tra loro per garantire continuità del servizio anche in caso di guasti o sovraccarichi. Un sistema che negli anni è stato ulteriormente potenziato: dal 2022, ad esempio, in 24 ospedali lombardi sono stati installati pulsanti anti-aggressione nei pronto soccorso, collegati direttamente alle CUR 112 per consentire l’immediata attivazione delle forze dell’ordine in caso di criticità.

















